118 verso la chiusura. E adesso partono le diffide e gli esposti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 14 giugno 2015 – Incontro sulla linea dell’unità di intenti quello avuto venerdì pomeriggio dagli operatori del 118 di Ascoli e San Benedetto per discutere sul progetto di riorganizzazione annunciato dai vertici dell’Atrea Vasta 5. In sintesi, i lavoratori dell’emergenza sul territorio si sono detti d’accorso all’unanimità nel continuare la battaglia contro le decisini dell’azienda sanitaria. E per far questo, dopo giorni di proteste raccolte dal nostro giornale, si sono rivolti all’avvocato Giulio Natali, da sempre attento alle politiche sanitarie regionali, affinché presenti una diffida che scongiuri la partenza del progetto sperimentale e degli esposti su alcune situazioni particolari e interne al servizio.

Dicono gli operatori: «L’aspetto tragicomico (anzi comico-tragico) della situazione sta nell’assoluta impenetrabilità del “progetto di riorganizzazione dell’emergenza”, nessuna obiezione viene accolta, nessuna proposta viene esaminata, nessun allarme viene valutato, niente di niente, testa bassa e pedalare per chiudere la questione entro la fine del mese nella ex democristiana certezza che le ferie estive, la duplice quintanata, ferragosto, la campagna acquisti dell’Ascoli gasata dal colpo di fortuna dell’Ascoli che va in serie B per l’idiozia teramana, la ripresa delle scuola, tutti questi elementi ammosceranno i bollenti spiriti degli operatori del 118.

Nemmeno l’intervento pubblicato ieri del dr Mario Narcisi, ex direttore del Dea all’Ospedale civile di San Benedetto, membro Aaroi – Emac sindacato dei medici, è riuscito a rallentare d’un millisecondo le idee del gruppo dirigente Area Vasta5. Narcisi, pensionato fuori da qualunque gioco politico o di potere, è stato anestesista di primissimo livello, profondo conoscitore dell’emergenza. Questo professionista ha detto cose terribili a cominciare da questa: ‘Questa sbrigativa soluzione distruggerà due Servizi, quello del Sistema dell’Emergenza Territoriale – C.O. 118 e quello del Sistema del Pronto Soccorso – Accettazione e Medicina d’Urgenza. Due Servizi sanitari con due distinti Primari. Due Servizi, uno Territoriale e uno Ospedaliero, distanti per approccio alle problematiche sul campo, per preparazione e attitudine degli operatori e sprovvisti, per lo più, di una specializzazione universitaria specifica comune’. Narcisi parla per conoscenza diretta perché analoghe sperimentazioni sono tutte miseramente fallite.

A questo punto verrebbe da pensare che le teste pensanti dei direttori abbiano condotto studi, analisi, proiezioni, simulazioni, valutazioni trattandosi di una sperimentazione che in ipotesi presenta gravi rischi per i pazienti nonché per gli operatori. Infatti i suddetti pensatori hanno le idee chiarissime in merito. Il direttore del pronto soccorso Massimo Loria presentando il 4 giugno la sua “rivoluzione” ha detto: ‘Questo processo di integrazione porterà vantaggio a tutti e due i servizi benché al momento non si riesce a qualificare’. Caspita questo sì che è un progetto analizzato come si deve, studiato con la massima precisione! Anche il suo collega direttore Flavio Postacchini ha le idee chiare: due giorni or sono in una riunione con il personale, ha fatto verbalizzare che ‘in questo momento è la direzione che dà le direttive e che le problematiche si prenderanno in considerazione quando si verificheranno’. Magnifico! – conclude la nota degli operatori del 118 - Se aggiungiamo lo scandalo dei dati falsi sull’operatività del 118, sarà meglio che i futuri clienti dell’emergenza comincino fin d’ora a pregare».



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