12 anni senza Alberto Sordi

Alberto Sordi

12 anni senza Alberto Sordi. La sua vita per immagini

Alberto Sordi, conosciuto come l’Alberto Nazionale, è considerato un’istituzione del cinema italiano e uno dei maggiori rappresentanti della romanità. Nato a Roma il 15 giugno 1920, Alberto Sordi è stato adorato da una grande vastità di pubblico nel corso della sua carriera.

Nato da Pietro Sordi, professore di musica e strumentista, e da Maria Righetti, insegnante alle scuole elementari, fratello di Savina, Aurelia e Giuseppe, si è avvicinato alla recitazione già da piccolo, quando improvvisava recite con il Teatrino delle marionette e nel frattempo cantava nel coro della Cappella Sistina. Dopo aver iniziato a frequentare gli studi nell’Istituto d’Avviamento Commerciale “Giulio Romano” a Trastevere, ha abbandonato la scuola per iniziare la sua avventura nel mondo dello spettacolo e ha inciso un un disco di fiabe musicale con la Fonit. Si è poi iscritto al corso di recitazione dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano, ma poi è stato espulso a causa della suo forte accento romanesco.

Nel 1936 ha tentato la fortuna nel teatro leggero, ma l’esperienza si è rivelata fallimentare e in seguito ha fatto la comparsa nel film Scipione l’Africano. L’anno successivo ha debuttato come imitatore di Stanlio e Ollio prendendo il nome di Albert Odisor. Negli anni Quaranta Alberto Sordi è stato impegnato principalmente nel teatro, nel doppiaggio e nella radio, che gli ha dato grande successo.

Ma negli anni Cinquanta anche il cinema gli ha aperto le porte e ha avuto modo di essere il protagonista di Mamma mia, che impressione!, film di Roberto Savarese. Nel 1951 Fellini gli ha assegnato il ruolo dello sceicco ne Lo sceicco bianco. Proprio in quegli anni è cresciuta la fama di Alberto Sordi, che poi ha recitato ne I vitelloni (film acclamato da subito dalla critica e dal pubblico), sempre di Fellini e in Un giorno in pretura, Un americano a Roma e Piccola posta.

Sordi all’inizio degli anni Cinquanta è diventato una vera e propria star e nel 1954 ha vinto in Nstro d’argento come miglior attore non protagonista per I vitelloni. Negli anni Sessanta è andato avanti il periodo d’oro di Alberto Sordi, che è stato uno dei protagonisti indiscussi della commedia all’italiana e ha continuato a ricevere altri premi: prima in Nastro d’argento come Miglior protagonista per La grande guerra, il David di Donatello per I Magliari e Tutti a casa, Il Golden Globe e l’Orso d’oro per Il diavolo, film di Polidoro.

La prima esperienza da regista è arrivata nel 1966 con Fumo di Londra, che gli è valso il David di Donatello. Negli anni successivi è tornato a recitare ne Il medico della mutua, di Zampa, Il Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste, convenzionata con le mutue, di Salce, in Amore mio aiutami e in Detenuto in attesa di giudizio, di Nanni Loy.

Famosa la sua interpretazione in Un borghese piccolo piccolo, film di Monicelli, per cui ha ottenuto un altro David di Donatello, in cui ha dimostrato di saper dominare la scena anche interpretando ruoli drammatici. Sono poi arrivati altri successi come Il marchese del Grillo, diretto nuovamente da Monicelli, Io so che tu sai che io so, in cui ha fatto coppia con Monica Vitti, In viaggio con papà, che l’ha visto recitare accanto a Carlo Verdone e Troppo forte. Un successo immenso quello ottenuto da Alberto Sordi, che nel 1985 ha visto svolgersi, al Carnegie Hall Cinema di New York, la rassegna ‘Alberto Sordi – Maestro of Italian Comedy’. Anche le istituzioni accademiche gli hanno assegnato dei riconoscimenti: lo Iulm di Milano e l’Università di Salerno gli hanno dato la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione.

Per due anni Alberto Sordi ha combattuto contro un tumore ai polmoni, che poi, nella notte del 24 febbraio 2003, l’ha portato alla morte. L’Albertone nazionale aveva 82 anni. La salma è stata imbalsamata e per due giorni una grande folla si è riversata nel centro di Roma per omaggiare l’attore romano. Il 27 febbraio si sono svolti i funerali nella Basilica di San Giovanni in Laterano e oltre 500mila persone hanno partecipato per l’ultimo saluto.

Sempre sotto i riflettori, Alberto Sordi nella sua lunga carriera è sempre riuscito a tenere lontano da occhi indiscreti la sua vita privata e non ha mai ufficializzato legami sentimentali con altre persone.

FONTE ARTICOLO http://newsgo.it/

FONTE GALLERY LASTAMPA.IT

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