A Parigi nella notte degli attacchi. «Da sola in strada. Ero terrorizzata»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 15 novembre 2015 – Fuori era già accaduto il finimondo, da pochi minuti. Lei, invece, si trovava in una sala cinematografica del sesto ‘arrondissement’, insieme ad un’amica, per guardare «007 – Spectre», il nuovo episodio di James Bond. Erano circa le 22.45. Appena ha saputo degli attentati è rimasta in attesa nella sala, convinta che la cosa migliore fosse uscire alla fine della proiezione mantenendo il sangue freddo. Ed infatti, nel marasma generale, oltre che a mettersi in salvo è anche riuscita a riportare al loro hotel, attraversando Parigi a piedi, una coppia di sposini indiani, al primo giorno di luna di miele nella capitale francese.

E’ la storia di Luna Angelini Marinucci, una ragazza di Castignano che lavora a Parigi ormai da qualche anno come analista economica della compagnia assicurativa Euler Hermes.

«I due turisti dovevano tornare in albergo a rue Des Rosiers, nel quartiere Marais – racconta Luna –. La mogliettina avrà avuto 18 anni, bella, innocente e incosciente come chi osserva un altro mondo con occhi nuovi. Li ho accompagnati fino al loro hotel, e loro mi hanno abbracciata e ringraziata come se fossi stata un supereroe. Poi, è iniziato il momento più difficile: il cammino in solitaria nella mia adorata città, triste e ferita. Ho camminato per alcuni chilometri sul lungo Senna, mentre le ambulanze e le auto della polizia sfilavano in un corteo assordante di sirene spiegate fino ad arrivare all’incrocio di Rue Cambon, a casa mia. In quei momenti ho pensato alla guerra – prosegue Luna Angelini Marinucci – ma anche ai coprifuoco, ai miei nonni e ai racconti di Mussolini, alle retate naziste, al racconto della mia bisnonna che fece scappare sia i disertori che i tedeschi dalla porta della cantina. Ho visto una bomba carta per terra, mentre un uomo portava fuori il suo cane. Ho avuto una paura tremenda. Avevo anche il telefono scarico e i miei conoscenti erano tutti in pensiero, ma poi, non appena sono riuscita a rispondere, ho tranquillizzato tutti. E il ricordo di aver aiutato quei due sposini impauriti lo porterò per sempre con me».

«In me, in queste ore successive all’attentato, c’è un misto di consapevolezza, rabbia, gratitudine e voglia di vedere il domani. In fondo, a pensarci bene, io adesso non ho paura – conclude la ragazza di Castignano -. Infatti, toccare con mano la morte e la guerra, perché di questo stiamo parlando, ti fa diventare soldato della vita e ti insegna anche ad amarla, se possibile, sempre ed ancora di più. Sono una combattente e amo la libertà, odio la paura, il suo respiro affannoso ed il suo fragore assordante ed insieme silenzioso. Adesso sto bene, ma non dimenticherò mai questo dannato 13 novembre, quando la mia adorata Parigi è stata colpita al cuore».

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