A Vallefoglia un bilancio in salute

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Vallefoglia (Pesaro e Urbino), 30 aprile 2015 – Per quanto centrale l’approvazione del bilancio consuntivo 2014 del comune di Vallefoglia, martedì in consiglio, è passata in secondo piano.

La denuncia da parte dell’opposizione di un disagio da «democrazia mutilata», con la lettura di un documento che argomenta le ragioni di un forte dissenso, ha sottratto attenzione al commento positivo, relativo al proprio operato, espresso dal sindaco Palmiro Ucchielli.

La provocazione della minoranza infatti non solo ha portato alla richiesta di dimissioni per il presidente del consiglio comunale, Massimo Pensalfini, avanzata dai consiglieri Luca Lucarini, Andrea Dionigi, Barbara Torcolacci, Cristian Zaffini ed Emmanuele Ricci, ma ha anche spinto gli ultimi due ad abbandonare la sala consiliare prima della votazione del bilancio. Per i due pentastellati entrati in Consiglio comunale «da cittadini e non da politici» il giudizio sul primo anno di legislatura è durissimo. «Svolgere il ruolo da consigliere, in queste condizioni – conferma Zaffini – è deludente e disarmante. Non c’è spazio per il confronto, abbiamo difficoltà ad avere informazioni e documentazione in tempi utili per l’approfondimento e dare il nostro contributo nell’elaborazione di soluzioni spendibili al servizio di una migliore amministrazione e gestione della cosa pubblica». Il malessere dei pentastellati è però condiviso anche dai consiglieri di opposizione con maggiore esperienza. Le ragioni sono illustrate nel testo del documento letto in consiglio comunale e riportato di seguito.

A fronte della provocazione, il sindaco Palmiro Ucchielli ha risposto con un inossidabile ottimismo, divulgando piuttosto un commento positivo sui risultati raggiunti: «Il rendiconto 2014 – ha dichiarato il senatore – cristallizza una gestione sana e oculata e rispecchia un comune con i conti in ordine che permetterà alla macchina amministrativa di realizzare tanti progetti. Sappiamo bene che i risultati fin qui raggiunti sono tanti, ma abbiamo ancora molta strada da fare per la città di Vallefoglia». In particolare i numeri sottolineati dal sindaco riportano: «un avanzo di amministrazione di circa 700.000 euro che verrà destinato prevalentemente alle scuole con la prospettiva di adeguare e ampliare le strutture esistenti per rispondere ai bisogni culturali della popolazione. Inoltre – continua Ucchielli – sono state realizzate importanti manovre economiche che hanno permesso di mettere in cantiere tante opere pubbliche. Il fondo cassa ammonta ad 2.850.407,53 euro e ciò consente una gestione dei pagamenti in tempi celeri senza dover far ricorso all’anticipazione di cassa».

Se sulla quantità dei risultati i meglio informati sono i cittadini, la richiesta di dimissioni avanzata dall’opposizione nei riguardi di Pensalfini, invece affonda le ragioni in «nulla di personale è ovvio – puntualizza Zaffini -. Ma insieme agli altri consiglieri Lucarini, Torcolacci e Dionigi, pensiamo che da presidente non riesca, come dovrebbe, a garantire una normale dialettica democratica. Tanto vale che si dimetta. Non spetterebbe a noi infatti ricordare che l’assemblea elettiva ha il compito di dettare l’indirizzo politico e garantire il controllo sull’operato della giunta e non, come forse alcuni la intendono, essere un insieme di persone che ratifica le decisioni del capo di turno». Pensalfini naturalmente, la pensa diversamente: «Non è così. La mia massima disponibilità è dimostrata dal fatto che ho accolto la richiesta di leggere pubblicamente un documento che investiva direttamente il mio ruolo, pur non essendo obbligato da nessun regolamento. Ho ascoltato fino in fondo senza limitare la libera espressione dei consiglieri nonostante l’argomento trattato non fosse attinente all’ordine del giorno. Avrei potuto impedire la mossa politica, ma non l’ho fatto, proprio perché chi mi conosce sa la mia onestà intellettuale: se dovessi seguire il regolamento, ogni volta, non dovrei permettere più di due repliche e non dovrei accettare interventi oltre i tre minuti. Credo invece che il numero dei consigli comunali indetto sia assolutamente adeguato. Comunque nel verificare la fondatezza delle osservazioni mosse dalla minoranza mi farò carico, laddove possibile, di migliorare il sistema».

Zaffini conferma la sua opinione: «Un consigliere di minoranza ha armi spuntate – osserva -. Per votare in serenità è importante conoscere le questioni, ma come si fa se le commissioni che dovrebbero servire allo scopo vengono convocate il giorno prima del consiglio, a distanza di mezzora l’una dall’altra? Inoltre la documentazione relativa è inviata a ridosso della riunione senza dare modo di approfondire i temi. Lunedì per martedì la terza commissione ha deciso se dare contributi pubblici per 27mila euro ad una scuola privata e se sarebbe stato meglio esternalizzare o meno la mensa alla primaria. Argomenti importanti, ma non c’è stato verso di discuterne». Oltre al «monopensiero» per la minoranza: «i consigli sono pochi e “intasati”; siamo l’unica città a non avere la verbalizzazione integrale delle sedute. Tavullia e Montelabbate saranno paesi, ma almeno hanno la registrazione digitale dei consigli comunali che permette ai cittadini di poter rivedere il consiglio al quale non hanno potuto assistere».

di Solidea Vitali Rosati

Vallefoglia (Pesaro e Urbino)

Ecco di seguito il documento letto dalla minoranza durante il Consiglio comunale:

“I gruppi di opposizione intendono denunciare ancora una volta (e per l’ultima volta) il paradossale quanto spiacevole metodo di lavoro che questo consiglio comunale sta lentamente ed inesorabilmente assorbendo come una triste normalità. Vogliamo ricordare, casomai ce ne fosse bisogno, che l’assemblea elettiva di un Comune è il primo e il principale organo democratico a cui è demandato il compito esclusivo dell’indirizzo politico amministrativo e di controllo sull’operato della Giunta e non, come forse alcuni lo intendono, un insieme di persone che ratifica le decisioni del capo di turno. La nascita di Vallefoglia avrebbe dovuto significare anche un maggiore impegno e responsabilità dei consiglieri comunali, chiamati ad amministrare una comunità di 15.000 abitanti, ma a distanza di un anno dall’elezione di questa assemblea ci sembra ormai chiaro che si stia facendo di tutto per limitarne il lavoro e la concreta possibilità di partecipare in maniera attiva alle scelte che coinvolgono il nostro territorio.

Ricordiamo, ad esempio, che le commissioni consiliari non sono più obbligatorie da tempo ma nel momento in cui queste vengono istituite gli si deve dare la possibilità di lavorare in maniera seria e serena. Non sono più tollerabili commissioni convocate il giorno prima del consiglio e a distanza di mezz’ora l’una dall’altra con argomenti in discussione di primario interesse. Senza parlare poi della documentazione/atti relativi agli argomenti in discussione inviata ai consiglieri il giorno stesso della commissione o al massimo qualche giorno prima.

E’ precisa responsabilità e compito dei rispettivi presidenti di commissione gestire il lavoro delle stesse, di nessun altro! E’ altresì evidente il depotenziamento che, in questi mesi, ha subito il ruolo del Presidente del Consiglio, figura garante dei diritti dell’assemblea (in teoria) ma che invece non ha saputo incidere nella difesa delle prerogative del consiglio stesso. Pochi consigli comunali (e quindi irrimediabilmente intasati di argomenti da discutere), orari di convocazione di cui non si capisce ancora il senso (o si fanno al pomeriggio come nelle grandi città oppure la sera come nei piccoli comuni), tempi ridotti per il diritto di iniziativa dei consiglieri, ancora nessun progetto a garanzia della partecipazione popolare (sia essa tramite strumenti telematici sia attraverso la presenza fisica prevedendo sedute di consiglio nelle frazioni più popolose, senza contare che deteniamo il curioso primato di essere l’unica assemblea, tra i comuni sopra i 5.000 abitanti, a non avere la verbalizzazione integrale delle sedute).

Ricordiamo che, nel nostro Comune, la figura del Presidente del consiglio non è obbligatoria ma nel momento in cui viene istituita (tra l’altro retribuita) egli deve operare ad esclusivo beneficio dei consiglieri e tutelare la dignità dell’organo che presiede, non certo a garanzia dell’operato del Sindaco o della Giunta. Soprattutto in una composizione assembleare come quella attuale, dove le forze di opposizione rappresentano la maggioranza dei cittadini (60%) il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto maggiormente svolgere un ruolo di garanzia, trasparenza e condivisione delle scelte amministrative. Trascorso questo primo anno di lavori, prendiamo atto con rammarico che l’attuale Presidente non solo non ha guadagnato la nostra fiducia ma la sua funzione è pressoché ininfluente se non addirittura controproducente per l’attività del consiglio stesso.

Con senso di responsabilità, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, abbiamo assicurato sempre il nostro contributo (anche critico) nelle commissioni e nel consiglio, fino a quello di stasera, ma non siamo disposti a continuare oltre, rassegnandoci a questa normalità distorta, finchè il ruolo del Presidente del consiglio non tornerà ad essere di effettiva garanzia e tutela dei diritti di tutti i consiglieri e finchè le commissioni (compresa quella di Controllo e garanzia ancora da istituire) non riprenderanno la centralità della loro funzione. A tal fine riteniamo opportuno che l’attuale Presidente compia anch’esso un atto di responsabilità e faccia un passo indietro, un gesto politico che sarebbe più che apprezzato dalle opposizioni, tutte, e che darebbe una seconda possibilità al processo democratico tanto auspicato”.

firmato

Vallefoglia 2014-2024

Insieme per Vallefoglia

Movimento 5 Stelle



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