A14, incidente in galleria. Anche Tisi nell’inferno di fuoco

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli Piceno, 14 gennaio 2016 – «Ho avuto paura e mi sono salvato davvero per un pelo. Me la sono vista brutta». E’ drammatica la testimonianza di Stefano Tisi, il cantante e comico ascolano che nella serata di martedì è rimasto indirettamente coinvolto nel terribile incidente avvenuto a Silvi, in provincia di Teramo, nella galleria Solagna, al chilometro 353 dell’autostrada A14. L’artista, infatti, stava tornando a casa da una lunga giornata di lavoro, insieme alla mamma ed al fratello Alessandro, dopo aver partecipato alla trasmissione di Rai Tre Abruzzo condotta insieme a Nduccio. Ad un certo punto, però, un’automobile a metano ha urtato contro un tir ed è esplosa, provocando un incendio di notevoli dimensioni.

«Eravamo ad un centinaio di metri dal punto dell’esplosione – racconta Stefano – a bordo della mia 500, acquistata solo qualche mese fa. Ad un certo punto ho notato che alcune persone scappavano, ma ho cercato di mantenere la calma, anche perché mia madre si stava facendo prendere dal panico. Non appena ho visto il fumo invadere la galleria mi sono deciso anche io a lasciar lì la macchina e dileguarmi, ovviamente correndo a più non posso insieme a mamma e mio fratello. Erano circa le 20.15 e ci siamo ritrovati in tantissimi all’esterno della galleria, mentre il fumo nero e denso aveva ormai avvolto le nostre auto. Se non fossimo scappati saremmo morti intossicati. Sembrava di assistere alla scena di un film – prosegue Stefano, che è ancora bloccato in Abruzzo –. Sono davvero scosso, perché sarebbe potuta accadere una tragedia. Per fortuna, però, non ci sono state vittime ma non dimenticherò mai questa serata».

Stefano Tisi, insieme anche ad un altro ascolano e agli altri automobilisti e camionisti coinvolti loro malgrado nell’incidente, è stato accompagnato dalla Protezione Civile nell’area di sosta più vicina, dove gli è stato servito un pasto caldo. Poi, intorno a mezzanotte, è stato ospitato in un albergo , così come le altre persone che non avevano più la loro auto. «Ovviamente non ci facevano entrare nella galleria e distanza di 24 ore non sappiamo ancora in che condizioni sono le nostre macchine – conclude –. Molto probabilmente la mia 500 non sarà più utilizzabile, essendo rimasta ferma per un giorno intero in mezzo alla nube di fumo. Ancora (alle 20 di ieri sera, ndr) non hanno spento del tutto l’incendio e saremo costretti a restare in albergo per un’altra notte. Ripeto, abbiamo avuto tanta paura e sono ancora comprensibilmente scioccato».

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