“Abbattuti ottocento cinghiali in un anno”

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Il Borghigiano Fabriano il Blog –  «Pensare ad una campagna di eradicazione dei cinghiali è impossibile. Certamente però, i metodi che stiamo usando hanno portato dai mille del 2009 ai circa 200-250 il numero dei cinghiali presenti nel Parco, e i dati sono della settimana scorsa». Lanfranco Giacchetti, presidente del Parco del Conero, fa il punto circa il problema riguardante gli ungulati, a seguito anche dell’ultimo incidente avvenuto nella notte tra sabato e domenica, all’altezza di Sardella, sulla provinciale per Portonovo dove un’auto ne ha investiti e uccisi tre con gli automobilisti rimasti feriti nell’impatto. «Mi rendo conto che sono animali che raggiungono pesi importanti – prosegue – e che un impatto con loro sia devastante, così come il fatto che si debba mantenere, in auto o in scooter, una velocità che rispetti i limiti in maniera tale da riuscire a evitarli in caso di un attraversamento».

Un parco che si estende per 6.000 ettari e al cui interno i cinghiali si spostano di continuo. Un numero che tende a salire se si pensa che ogni femmina partorisce almeno nove cuccioli, per due volte all’anno. «E’ per questo che ci siamo attivati con trappolaggi e ‘selettori’ – prosegue – ovvero cacciatori che, da altane fisse e collocate in posti studiati, ogni giorno si occupano di cacciare gli ungulati per mantenerne un numero che non dia eccessivi problemi. Postazioni occupate solo nei mesi in cui non c’è turismo dato che una loro carabina riesce a colpire anche a 700 metri di distanza e il parco, soprattutto in estate, attira tantissimi turisti». Selettori per i quali viene espressa una grande soddisfazione a riguardo del lavoro svolto fino ad ora e che, comunque, avviene sempre sotto l’occhio vigile di guardie ambientaliste e Corpo Forestale. La caccia infatti è assolutamente vietata all’interno del parco e, l’uso di carabine, va fatto con la supervisione delle autorità competenti.

Chi invece rimane coinvolto in un incidente, poco può fare per cercare di farsi risarcire il danno. «Fino a pochi anni fa si procedeva con degli indennizzi – sottolinea Giacchetti – ma ora, non essendo i parchi proprietari dei cinghiali, questi avvengono solo nel caso in cui vi sia una reale responsabilità cioè non vi siano avvisi o non si faccia assolutamente nulla per abbattere il numero di questi animali». Negli anni precedenti infatti, l’Ente era costretto a spendere non meno di 40mila euro all’anno di sole spese legali: «Soldi pubblici – ricorda – che ci hanno portato ad appellarci ai giudici di pace affinché possano essere utilizzati per i motivi per i quali ci vengono invece dati. Mi rendo conto comunque – conclude – che il problema dei cinghiali è un problema ormai nazionale e che, in alcuni casi, c’è anche chi ha perso la vita». Ungulati che sono stati avvistati sulla spiaggia di Mezzavalle e, addirittura, in via 8 Marzo, nella zona di Borgo Rodi. E un altro problema, per ora più contenuto, è quello dei caprioli nella zona del Barcaglione. «Ne abbiamo 20 – specifica Giacchetti – ma sono pericolosi perché, saltando, sfondano il parabrezza dell’auto».

di Alberto Bignami Il Resto del Carlino

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