Aborti, il Mazzoni sul New York Times

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli, 19 gennaio 2016 – Da ‘Presadiretta’ al ‘The New York Times’. Nel giro di nemmeno 24 ore il ‘caso’ ascolano dei ginecologi obiettori di coscienza, la cui presenza all’ospedale ‘Mazzoni’ raggiunge il cento per cento, finisce dapprima sulla puntata di domenica del programma di Rai Tre e, ieri mattina, sulle pagine del quotidiano statunitense.

«Sulla carta, l’Italia consente l’aborto, ma pochi dottori lo praticano»: così titola il quotidiano americano nell’articolo nel quale racconta la storia di una donna che, dopo aver scoperto che il bambino tanto desiderato aveva problemi genetici molto gravi, decide di ricorrere all’aborto. Ma il rifiuto della sua dottoressa-obiettore di coscienza (come la quasi totalità delle colleghe al ‘Murri’ di Fermo) la costringe ad una disperata ricerca di un medico in grado di aiutarla. Ricerca che si conclude al nosocomio ascolano dove, benché i ginecologi siano tutti obiettori, l’interruzione volontaria della gravidanza è garantita grazie alla presenza dei medici dell’Aied (Associazione italiana educazione demografica, con la quale l’Area Vasta 5 ha stipulato una convenzione), che tutti i sabato sono a disposizione per eseguire (massimo dieci) aborti.

Ed è proprio l’Aied di Ascoli, l’unica sede italiana dell’associazione a praticare l’interruzione di gravidanza, a fare da tramite tra la giornalista del New York Times (arrivata ad Ascoli per il servizio nel novembre scorso) e alcune donne, cinque per l’esattezza provenienti oltre che da Fermo da Teramo, Ancona, Pescara e Norcia, la cui storia legata all’aborto è stata piuttosto travagliata.

«Questa donna – dice la vice presidente dell’Aied di Ascoli, Tiziana Antonucci – dopo una diagnosi di patologia neonatale ha deciso di interrompere la gravidanza. La scelta dell’ospedale di Ascoli – continua la Antonucci – di delegare all’Aied l’interruzione volontaria di gravidanza è dettata dal fatto che i nostri medici hanno una maggiore esperienza ed una formazione specifica e dal fatto che l’Aied garantisce un’assistenza molto più efficace».

 

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