Abusivi nei parcheggi, inizia la guerra all’accattonaggio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 26 febbraio 2016 - Prima erano solo parole di circostanza, quasi sempre dopo furti o litigi in via dell’Acquedotto. Adesso il sindaco Matteo Ricci ha messo per iscritto con un’ordinanza che non tollera più gli accattoni. Ossia quelle persone che chiedono soldi fuori dalle chiese, nei parcheggi, lungo le strade, agli incroci, davanti ai negozi, alle vetrine, vicino ai cimiteri o nelle piazze. Aveva chiesto la svolta il prefetto Pizzi, l’ha messa in pratica l’amministrazione Ricci.

Si legge nell’ordinanza che varrà fino al dicembre 2016: «E’ fatto divieto l’ accattonaggio molesto invasivo (inteso come richiesta insistente e petulante di denaro) e con impiego di minori, anziani, disabili oppure simulando disabilità. Ed è vietato di mendicare nei seguenti luoghi: le aree di svolgimento di mercati, di fronte a vetrine ed ingressi di attività commerciali, nei cimiteri ed aree antistanti, l’ospedale e vie limitrofe e aree antistanti i luoghi di culto, Piazza del Popolo, via Branca, via S.Francesco, via Rossini, Corso XI settembre, piazzale Carducci, in corrispondenza ed in prossimità di intersezioni stradali semaforizzate e non. Nei restanti luoghi della città la richiesta di denaro o di altra utilità deve essere compiuta in maniera itinerante con soste non superiori a trenta minuti nello stesso luogo, dopo di che il questuante dovrà spostarsi di almeno 500 metri. È fatto divieto di avvicinarsi ai veicoli in circolazione sulle strade pubbliche o ad uso pubblico al fine di offrire merci o servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri o di altre parti del veicolo. Non si deve chiedere niente od offrire nulla in particolare in piazzale Carducci, nemmeno rendersi disponibili a portare o scaricare merce, pacchi o borse o individuare posteggi liberi». Senza dimenticare gli aspetti penali, in caso di reati, l’ordinanza prevede sanzioni per chi continuerà a molestare o a chiedere l’elemosina. La prima: multa da 25 e 500 euro, con un pagamento in misura ridotta pari a 50 euro. Non solo: oltre alla multa, «è previsto il sequestro cautelare del denaro, provento della violazione, nonché delle attrezzature impiegate nell’attività di accattonaggio e l’eventuale confisca amministrativa».

Si è arrivati a questa ordinanza dopo una riunione in prefettura del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica del 12 febbraio scorso quando è stato esaminato il problema della rilevante presenza di mendicanti e di posteggiatori abusivi nei comuni di maggiore dimensione della Provincia di Pesaro e Urbino. Per questo, il prefetto aveva invitato i sindaci a «voler valutare favorevolmente l’adozione di un provvedimento contingibile e urgente al fine di prevenire ed eliminare pericoli che minacciano la sicurezza ed il decoro urbano».

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