Accampamenti e bivacchi davanti all’ospedale regionale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 16 giugno 2015 – Occupazioni abusive al posto dei campi, i nomadi a caccia di un posto dove vivere. La polizia interviene, ma sono le istituzioni pubbliche ad essere assenti. Dal tugurio in mezzo alla vegetazione davanti all’ospedale di Torrette, all’area ormai colonizzata nel parcheggio dello stadio ‘del Conero’. Ad Ancona nessun allarme urgente, quanto meno nulla di paragonabile alle periferie delle metropoli, ma il problema inizia a farsi sentire e il silenzio degli enti locali rischia di far finire il problema nel dimenticatoio.

A Passo Varano il cumulo di roulotte disegna da anni lo stesso scenario, lontano dall’agglomerato urbano, ma comunque in una situazione di degrado e di abbandono. Più volte in passato gli accampamenti motorizzati sono stati fatti rimuovere e i gruppi di nomadi allontanati, ora, da anni ormai, l’agglomerato è diventato stanziale. Grida vendetta invece quanto sta capitando a Torrette, lungo il tratto di via Conca proprio davanti all’ospedale di Torrette. Un autentico paradosso.

Sopra il muraglione di cemento che delimita la strada è cresciuta una fitta vegetazione, terreno fertile per gruppi di nomadi specializzati nell’accattonaggio e nella richiesta di elemosina ai visitatori del nosocomio regionaleMesi fa uno dei residenti, nonché proprietario del terreno che confina con il muraglione, invece di competenza demaniale, aveva segnalato la situazione ormai fuori controllo da tempo immemore.

Sotto gli arbusti erano state costruite delle capannette, piccoli bunker protetti dalla fitta vegetazione dove i nomadi, specie da marzo a ottobre, vivono in pianta stabile. Buttati dentro, a terra, materassi, vestiti, effetti personali. Ottima base logistica per il gruppo di nomadi. Negli ultimi due mesi, dopo la denuncia del Carlino, le volanti della polizia sono intervenute due volte e in entrambe le occasioni hanno identificato e denunciato una decina di nomadi di origini romene. Misure che non impediscono loro di tornare.

Ieri siamo tornati sul luogo del misfatto e la situazione è peggiorata rispetto a tre mesi fa, con la vegetazione ormai fuori controllo: «Bisogna bonificare l’area, altrimenti nulla cambierà mai – tuona il proprietario del terreno –-. Io mi sono offerto di farlo a spese mie, visto che il mio terreno confina con la mura e la siepe, ma non me lo hanno consentito.

Allora ho chiesto a Comune e Provincia di intervenire, ma loro non muovono un dito. Non so più come comportarmi. Intanto qui nella zona sono avvenuti pure dei furti in abitazione e alcune case vuote vengono usate per altri bivacchi senza controllo. Non sappiamo più a chi rivolgerci per risolvere il caso. Un tempo questa zona era tranquilla, non c’erano problemi. Oggi tutto ciò favorisce anche il deprezzamento del valore degli immobili».



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Fabriano - Indesit, comincia una settimana caldissima Successivo Tromba d’aria, la conta dei danni. "Potrebbero sfiorare i 100mila euro"