Accattoni e parcheggiatori molesti, adesso scatta il censimento in città

Parcheggio Conad
FABRIANO Dieci le zone da passare al setaccio prima di cominciare con le riprese
 UN CENSIMENTO se non per schedare’ i mendicanti in azione in città, quanto meno per avere ben chiaro il numero dei luoghi in cui operano gli accattoni che richiedono l’euro del carrello davanti ai supermercati e si improvvisano parcheggiatori abusivi. Il giro di vite dell’amministrazione comunale nei confronti delle richieste di elemosina moleste non si limita al possibile impiego per la prima volta dei vigili urbani in borghese per filmare i mendicanti aggressivi e dunque entrare in possesso di una prova documentale di eventuali violazioni al codice penale. Prima che l’assessore alla sicurezza Mario Paglialunga dia il probabile via libera all’utilizzo della tecnologia per stanare chi eccede, ci sarà appunto da effettuare una mappatura dettagliata per conoscere a fondo il fenomeno. L’obiettivo, appunto, è quello di individuare con precisione quanti e quali sono i luoghi abitualmente frequentati da queste persone, quasi sempre extracomunitari, che si propongono di offrire un servizio (appunto, aiutare a fare la spesa o trovare un posto auto libero) per poi chiedere una ricompensa in denaro. SECONDO le ultime segnalazioni ormai sarebbero una decina, se non di più, i market dove stazionano da mattina a sera giovani stranieri in cerca di aiuto economico in media uno o due per ciascuna location, mentre sul fronte delle aree di sosta è il posteggio dell’ospedale quello in cui anche tre o quattro persone agiscono contemporaneamente come parcheggiatori abusivi. Insomma, prima di passare all’utilizzo di nuovi strumenti investigativi, c’è bisogno di avere totalmente sotto controllo la situazione in modo da sapere come e dove effettuare i controlli più accurati. Intanto in città il dibattito si è inevitabilmente acceso tra chi approva metodi più severi e decisi e chi invece sostiene come la repressione non sia affatto la soluzione migliore. Anche il fronte politico si va spaccando, con il no di Sel e il plauso di Ncd e del presidente del consiglio comunale Pariano a cui ora di aggiunge quello dell’Udc, forza determinante all’interno della maggioranza. «In generale l’iniziativa ci può stare se il fine è davvero quello di avere una Fabriano più sicura», sostiene Sandra Girolametti, segretario cittadino del partito che peraltro scende in campo anche come figura tecnica per la sua professione di avvocato evidenziando come «l’utilizzo dei video a puro fine investigativo non entra in conflitto con la normativa sulla privacy». Medita, invece, il Pd che attraverso la scelta del silenzio sull’argomento del segretario comunale Michele Crocetti – per il momento opta per non prendere posizione in merito alla decisione allo studio della Giunta e di rimandare ogni valutazione.
Fonte Il Resto del Carlino – Alessandro Di Marco –
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