Acom sotto inchiesta: due indagati. Nel mirino la produzione di farmaci

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Montecosaro, 27 giugno 2015 – Una denuncia dell’Aifa fa finire sotto inchiesta l’Acom, che produce radiofarmaci per la terapia oncologica. Ma la società di Montecosaro si difende dalle accuse e in tribunale ha già ottenuto il dissequestro. La questione inizia diverso tempo fa, quando l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco che sotto la direzione del ministero della salute si occupa della sorveglianza sui medicinali, inizia a presentare delle denunce nei confronti dell’Acom, la spa di Montecosaro costituita anni fa dalla Provincia e poi privatizzata.

Con il ciclotrone, l’Acom produce il radionuclide, necessario per produrre i radiofarmaci, ma secondo l’Aifa anche questo genere di produzione e vendita dovrebbe passare per il vaglio della stessa agenzia. Dopo diverse denunce, all’ultima è stato dato seguito: il sostituto procuratore Enrico Riccioni ha infatti chiesto il sequestro del ciclotrone dell’Acom e di un modulo di sintesi che era in uso alla farmacia Martini. Il sequestro è stato disposto dal giudice Domenico Potetti, ed eseguito venti giorni fa dai Nas di Ancona.

Due persone sono state iscritte al registro degli indagati, sono la presidentessa del Cda della società, Annamaria Chiaraluce, e per la farmacia Martini di Jesi, Gaetano Martini, che produce il radiofarmaco con l’Acom: l’accusa per entrambi era di aver violato il decreto legislativo 219 del 2006, per aver prodotto senza l’autorizzazione e la verifica da parte dell’Aifa i medicinali. Ma gli avvocati Giancarlo Giulianelli (nella foto) e Laura Ricci per Chiaraluce, con il collega Serrini di Jesi, hanno fatto ricorso al tribunale del riesame di Macerata, e ha ottenuto subito il dissequestro. I giudici hanno accolto la tesi dei difensori: i prodotti dell’Acom sono «preparazioni galeniche magistrali», come quelle che producono le farmacie nei propri laboratori. Dunque si tratta di prodotti per i quali non è richiesto un passaggio autorizzativo con l’Aifa. Ora resta da vedere come verrà chiusa l’inchiesta da parte della procura. «Va segnalato – commenta l’avvocato Giulianelli – lo strano accanimento dei Nas sull’Acom. C’è chi cavalca l’impostazione dell’Aifa, già più di una volta oggetto di censura da parte della stessa autorità giudiziaria. Un anno fa ad esempio il giudice Zampetti respinse la richiesta di sequestro fatta dai Nas, che avevano bloccato la produzione di materiale destinato a persone che stanno lottando contro il tumore. L’Acom non è un laboratorio per la cocaina. Stavolta sono tornati alla carica in maniera più pesante, ma è anomalo perché la spa e la farmacia Martini operano nel rispetto delle norme».



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