Acqua, nelle Marche costa 451 euro

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IL BORGHIGIANO FABRIANO © Il Blog – Ammonta a 451 euro il costo annuale nelle Marche, rispetto ai 355 euro di media nazionale. In testa Pesaro e Urbino con 541 euro e una variazione del 7,8% rispetto al 2013; segue Macerata (420 euro), con una diminuzione dei costi del 2,8 % rispetto al 2013. Lo stabilisce l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per il decimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014. L’indagine ha rilevato una spesa maggiore nelle regioni centrali che si caratterizzano per tariffe più alte con 468 euro annuali. Le principali variazioni rispetto al 2013 si riscontrano nell’area settentrionale (+6,8%), segue l’area centrale (+6,3%) e quindi quella meridionale (+3,1%). Fra i capoluoghi di provincia, le città più care sono Firenze, Pistoia e Prato con 563 euro. Il primato positivo va ad Isernia (€120, tariffa invariata rispetto all’anno precedente); segue Milano con i suoi €136 (ed un aumento dell’8,7%). I maggiori incrementi rispetto all’anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (+17%).
Non è migliore il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, in aumento di tre punti percentuale rispetto al 2013.
Nelle Marche si registra una dispersione idrica media del 26%. Lo spreco maggiore si registra a Pesaro (32%); segue Ascoli Piceno (30%).
Le maggiori criticità si verificano nelle aree meridionali del Paese, contraddistinte da perdite ben al di sopra della media nazionale: spiccano in negativo Calabria (60%) e Basilicata (58%). Relativamente più virtuose la Valle d’Aosta con il 20% di dispersione, Marche e Trentino Alto Adige con il 26%.
Si riscontra la presenza di agevolazioni tariffarie nel 56% dei casi. Gli aventi diritto vengono individuati in base alla soglia dell’indicatore Isee nel 79% dei casi; per quanto riguarda l’entità dell’agevolazione, nel 31% dei casi è uguale per tutti gli aventi diritto e in un ulteriore 31% è stabilita in base alla numerosità del nucleo familiare. Infine, per quanto riguarda la tipologia di agevolazione, nel 39% dei casi si configura come contributo forfettario.

Nelle Marche, ad Ancona, hanno diritto alla tariffa idrica per utenze deboli i clienti intestatari di un contratto di fornitura per la sola abitazione di residenza o i clienti che pur non essendo intestatari di un contratto, risiedono in un condominio servito da un unico contatore che possiedono i seguenti requisiti: indicatore Isee inferiore a 7.500,00 euro; indicatore Isee inferiore a 10.000,00 euro nel caso in cui sia presente un soggetto che a causa di particolari condizioni mediche necessiti di un maggior utilizzo d’acqua.
Nel caso di Ascoli Piceno, è stato introdotto il bonus idrico, uno sconto annuo sugli importi dovuti sul servizio idrico integrato a favore delle famiglie che versano in disagio economico (Indicatore Isee sino a 7.500,00 euro).
A Pesaro e Urbino, per le famiglie residenti aventi più di quattro componenti è previsto il raddoppio delle fasce di consumo del servizio acquedotto.
La situazione resta molto disomogenea nelle diverse aree del Paese e le misure risultano essere spesso poco incisive.

FONTE IL CORRIERE ADRIATICO

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