Acquisto ‘salato’ da parte dell’Asite: il pm chiede l’archiviazione per Laurenzi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fermo, 24 ottobre 2015 – C’è amarezza nella voce di Maurizio Laurenzi, cautela ma anche ottimismo, attendeva da mesi una buona notizia. Una notizia che oggi è arrivata, il prossimo 16 novembre il Giudice per le udienze preliminari deciderà in merito all’inchiesta che vede Laurenzi, ex presidente dell’Asite, coinvolto insieme con l’ex direttore della discarica. Dal pubblico ministero però c’è già una richiesta di archiviazione per il procedimento penale, che si era aperto in seguito alla vicenda della vendita del terreno Camacci. Dunque, potrebbe risolversi con un nulla di fatto la parte penale del procedimento, che ha comunque anche un risvolto civile e la conseguente richiesta di risarcimento danni da parte dell’Asite di qualcosa come 15 milioni di euro, a Laurenzi e a tutto il suo Cda.

«Un’archiviazione della parte penale sarebbe già un risultato importante – spiega il consigliere comunale Alessandro Bargoni, che ha seguito la vicenda da avvocato – quello che è certo è che la verità sta venendo a galla e parla del nuovo presidente dell’Asite, Cippitelli, che ha voluto punire la gestione passata della società, targata Forza Italia». Laurenzi ricorda le decisioni prese attorno a quel terreno, acquistato per ampliare la discarica comunale. L’accusa parla di un prezzo di vendita eccessivo rispetto al valore del terreno, c’era stata inoltre la dichiarazione di esaurimento della discarica fermana che portava a fare quell’investimento, ma anche a chiudere il rapporto con Macerata che nella nostra discarica portava, pagando, i proprio rifiuti. Una scelta che, secondo il nuovo Cda, avrebbe provocato danni alle casse dell’Asite e dunque del Comune. «Una scelta che difendo – ribadisce Laurenzi – il terreno che abbiamo acquistato ha un valore immenso e consente di dare alla nostra discarica altri 30 anni di vita. Quando mi è stato certificato che la nostra era in esaurimento, ho preferito dedicare i conferimenti solo ai rifiuti del territorio e, dunque, nessuna perdita per le casse della società. Io credo che sia stata una iniziativa di grande valore e di grande importanza e se ne vedranno i frutti».

Laurenzi ricorda che l’acquisto del terreno è passato all’assemblea dei soci e poi in Consiglio comunale, dove è stato votato anche il mutuo necessario all’operazione: «Non mi sono svegliato quella mattina per dire che si poteva comprare il terreno con un milione e 400 mila euro. Ci abbiamo lavorato e ci abbiamo creduto, tutti quanti».

 

 

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