Addio allo storico collaboratore: Vittorio Brini, cinquant’anni col Carlino

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 16 febbraio 2016 – Aveva chiesto al figlio Ottavino, ex consigliere regionale di Forza Italia, di accompagnarlo dalla camera da letto al salottino per vedere in televisione la sua Inter impegnata contro la Fiorentina, poi non ha avuto la forza e ha rinunciato.

La notte, verso le 2, è venuto a mancare. Si è spento così, come una candelina, Vittorio Brini, da oltre mezzo secolo collaboratore de Il Resto del Carlino e fino a che è uscito in edicola del mitico «Stadio», quotidiano sportivo che andava per la maggiore fino agli anni Ottanta. A ottobre avrebbe compiuto novant’anni, ma non è soltanto questo il numero eccellente che accompagna la sua vita. Numero eccellente è anche il 64, quello degli anni di matrimonio che lo avevano legato alla moglie Lola, sposata nel lontano 27 ottobre del 1951 nella chiesa di San Paolo, nella città alta. Quella stessa chiesa dove oggi pomeriggio alle 15 saranno celebrate le esequie. E numero eccellente è anche quello relativo agli anni di collaborazione con il nostro giornale. «Non me li ricordo bene – disse qualche mese fa, quando decise di restituire all’ordine dei giornalisti la tessera di iscrizione – Forse 55 o forse anche 56…»

Una vita anche qui, a seguire in modo puntuale gli eventi della sua amata Civitanova Alta o i processi giudiziari che amava seguire da cima a fondo, anche se poteva farne a meno, visto che gli uffici delegati, poi, gli avrebbero fornito le notizie necessarie. No, Vittò doveva essere lì, nella «sua» sedia, a prendere appunti e a scartabellare atti e documenti, per poi riferire e raccontare. Da qualche mese aveva cominciato a sentire il peso dell’età. Usciva raramente dalla casa di via Duca d’Aosta, e bastava un niente scatenare in lui forti emozioni. Se il tempo, però, era clemente e la temperatura glielo consentiva, percorreva volentieri, anche se a fatica, quei pochi metri che lo dividevano dalla piazza centrale, incontrava gli amici di sempre al Bar Valentino, o si recava nella sua vecchia «Cantina-sali e tabacchi», oggi moderna tabaccheria/ricevitoria di lotto e giochi vari gestita dal nipote Andrea. Se ne è andato in silenzio, il buon Vittò, senza arrecare disturbo neanche al momento del trapasso. «L’ho ricoperto con l’imbottita che aveva gettato sul pavimento – dice la moglie Lola –. L’ ho sentito freddo e ho capito che…» Alla famiglia condoglianze della redazione maceratese de Il Resto del Carlino.

Giuliano Forani

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