Adozioni in porto: addio Santo Domingo. «Siamo provati, ma finalmente a casa»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Civitanova, 17 giugno 2015 - «Siamo provati, ma sereni». Robert Corsalini e Maria Luisa Capomasi sono rientrati domenica sera a Civitanova da Santo Domingo, portando con loro i due bambini avuti in adozione, dopo sette mesi di permanenza nell’isola caraibica. Un atto d’amore che, però, si è tradotto in una vera e propria odissea burocratica, complicata dal fatto che lo scorso 31 dicembre è stata chiusa l’ambasciata italiana a Santo Domingo, con trasferimento delle funzioni a quella di Panama. Così, avere i visti sui passaporti dei due piccoli, una volta arrivata da Roma la sentenza di autorizzazione della Cai (Commissione per le adozioni internazionali) è stato molto complicato.

Poi, però, sia pure con oltre un mese di ritardo rispetto ai tempi precedenti (quando bastavano cinque mesi e una settimana per portare a conclusione tutta la procedura) tutto è finito bene. «Abbiamo avuto i passaporti venerdì e ci siamo subito attivati per cercare il primo volo per rientrate in Italia», spiega Robert. «L’abbiamo trovato per sabato. Nel primo pomeriggio di domenica eravamo a Roma e verso le 19, finalmente a casa, a Civitanova». Ma anche l’ultima fase di questa vicenda ha avuto i suoi rallentamenti. «A Santo Domingo ci hanno controllato nuovamente tutti i documenti e abbiamo anche dovuto pagare 11.500 pesos. A Roma la polizia ci ha chiesto la sentenza della Cai che avevo in memoria sulla mia posta elettronica. Gli agenti sono stati cortesi a farci collegare e, visto il documento, finalmente siamo rientrati in Italia». Ora bisogna espletare tutte le procedure necessarie. Già ieri Robert si è recato al Comune di Civitanova e oggi, insieme a Maria Luisa, si recherà al tribunale dei minori di Ancona. Ma tutto questo, per quanto impegnativo, ha ormai il sapore di quella serenità legata a quell’atto d’amore che è l’adozione dei due bambini dominicani.

«Spero che le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare noi siano risparmiate alle altre cinque coppie italiane che stavano con noi a Santo Domingo per lo stesso motivo, cioè per adottare dei bambini. Ciò darebbe un senso maggiore anche alla nostra vicenda». Sono le stesse coppie che qualche settimana fa, in segno di solidarietà con Robert e Maria Luisa, ma anche in vista della loro situazione, avevano inviato una lettera persino al presidente del consiglio, Matteo Renzi, affinché i problemi sorti dopo la chiusura dell’ambasciata a Santo Domingo fossero risolti. Della vicenda, peraltro, si sono occupati anche il vice sindaco di Civitanova Giulio Silenzi, l’onorevole Irene Manzi, il senatore Luigi Morgoni e altri. Lo sforzo di Robert e Maria Luisa, infatti, potrebbe davvero evitare altrettante difficoltà ad altre coppie. Forse a Santo Domingo riaprirà una sorta di succursale dell’ambasciata di Panama. La coppia civitanovese si appresta a riprendere la vita di ogni giorno, con a fianco i due bambini che hanno tenacemente voluto vicini.



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