Affitti ai raggi X, ora scattano gli sfratti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 12 febbraio 2016 – Dopo il controllo avviato in Comune sugli affitti pagati e quelli riscossi, e il monitoraggio su chi occupa i locali comunali, partono le ingiunzioni di sfratto. Riguardano attività commerciali, associazioni e anche una parrocchia. Tra le vittime della ricognizione il ristorante Lido, la gelateria Waikiki e il pub ristorante Capitan Hook.

«Dopo vari solleciti abbiamo deciso – conferma l’assessore al patrimonio comunale Cristiana Cecchetti – di inviare lo sfratto alla società che gestisce il Lido, perché non ha depositato la fidejussione, e questo è motivo di rescissione. Quanto al Waikiki e a Capitan Hook, sono locali che stanno sul suolo del demanio, che li ha ceduti al Comune, il quale li metterà in vendita. I privati stanno però facendo delle vertenze legali per bloccare i provvedimenti e abbiamo dovuto nominare un avvocato». Dal monitoraggio non si è salvata nemmeno la parrocchia della città alta, incitata a lasciare la stanza che usa nella ex sede dell’Atac per fare il catechismo.

Stesso destino per le associazioni che non praticano attività di interesse pubblico, ma che gratuitamente usano locali comunali come sede. Il giro di vite sta facendo imbufalire parecchie sigle. «Protestano in tanti, ma era necessario intervenire. Abbiamo avviato un anno e mezzo fa un grosso lavoro di controllo, che non era stato mai fatto – premette la Cecchetti – e da allora sono cominciati i tagli. E non è vero che il Comune non è un buon padrone di casa. Intanto correggo le cifre che sono state pubblicate. Dai canoni annuali dei locali che abbiamo affittato incassiamo 221mila euro, mentre le locazioni passive ammontano a 204mila euro. Quindi ci guadagniamo un po’». «È vero – aggiunge – che sul sito internet del Comune nella casella fitti passivi c’è scritto 246mila euro, ma la somma non è stata scorporata dal risparmio su alcuni contratti disdetti durante il 2015».

Il capitolo dei locali affittati ad attività commerciali a prezzi irrisori, per la Cecchetti, si spiega «come criticità ereditate, contratti stipulati anni fa e fino alla scadenza non potremo rivederli. Cosa che sarà però fatta per adeguare i prezzi al mercato». Intanto il censimento va avanti. «Ce n’era bisogno per capire quante e quali associazioni occupavano locali comunali, quanto e se pagavano – spiega ancora –. Alla fine di questa operazione qualcuno se ne dovrà andare, altri troveranno invece una collocazione. Al momento mi preme dare una sede adeguata alla consulta dei servizi sociali, all’Archeoclub e all’Ancescao».

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