Al Bano fa pubblicità ai suoi vini: applausi e selfie in piazza del Popolo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 10 ottobre 2015 – Un vero bagno di folla ieri mattina per Al Bano Carrisi in piazza del Popolo.

Dopo la calorosa accoglienza ricevuta giovedì al Multicash del Centro Agroalimentare a San Benedetto, il cantante di Cellino San Marco è arrivato ad Ascoli non per un concerto in piazza ma per promuovere i suoi vini che variano tra rossi, rosati e bianchi, ricavati da vigneti tra i 40 e 75 anni che comprendono il Primitivo, Negramaro, Salice Salentino, Chardonnay e Aleatico. Al Bano è sbarcato nel Piceno accompagnato dall’imprenditore Tito Galanti affiancato dalla splendida moglie Ancuta e ha visitato lo storico Caffè Meletti. Ad accoglierlo il sindaco Guido Castelli, che gli ha anche donato il volume ‘Storia di Ascoli’.

«Siamo orgogliosi di poter ospitare un monumento della musica mondiale quale è Al Bano – ha affermato Castelli – un talento incredibile che ha scelto la nostra città per coltivare un’altra sua passione, quella della distribuzione e della promozione dei suoi vini. Tornando in ambito musicale, abbiamo strappato ad Albano la promessa di un concerto estivo ad Ascoli. Sarebbe un sogno e ci stiamo già attivando per quello che sarebbe un vero e proprio evento».

Estasiato dalla bellezza della città delle Cento Torri, Al Bano ha dispensato autografi e si è prestato a centinaia di foto ricordo delle sue ammiratrici. «Come si fa a non rimanere incantati davanti a tanta bellezza – ha detto ai presenti –, per me è la prima volta che vedo il centro storico di Ascoli, e posso dire con certezza di essere arrivato in una città meravigliosa. Verrò qui a fare un concerto».

Ovviamente sono stati tantissimi i fan e i curiosi arrivati in piazza del Popolo per accogliere l’artista. Il cantante pugliese, oltre che per le sue indiscusse qualità vocali che lo hanno portato ad una scintillante carriera, è famoso anche per la sua cantina vinicola, fondata nel 1972. «Le uve della mia cantina – ha proseguito Al Bano – sono controllate all’origine, affinché il prodotto sia raccolto e lavorato proprio nel preciso momento della sua maturazione. Infatti, mani sapienti ed esperte seguono tutte le varie fasi della lavorazione, dalla raccolta delle uve selezionate, favorita dal clima tipicamente indicato per questa produzione, all’invecchiamento delle botti di rovere. Il procedimento di cui sono orgoglioso, perché un buon vino deve essere curato con amore e passione nel pieno rispetto delle leggi della natura. I miei vini – ha concluso Al Bano – pur allineandosi alle nuove esigenze tecnologiche, sono il simbolo e nello stesso tempo la prova tangibile di una civiltà del vino che si tramanda di generazione in generazione, in nome della genuinità».

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Fabriano commemorazione Strage F.A.M. Poeta - La Presidente Boldrini scrive ad Andrea Poeta Successivo «Sasso dal cavalcavia» nel libro del liceo: la famiglia Berdini chiama l’avvocato