Al posto del distributore il giardino della Corridoni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 19 aprile 2015 – SI ALLARGA il fronte di coloro che, nel condividere la scelta della Giunta Seri di non rinnovare più la concessione – in scadenza a fine anno – al distributore Eni (ex Agip) lungo viale Gramsci, di fianco alle scuole “Corridoni”, chiedono di sostituirlo con il giardino che c’era prima e che faceva parte del complesso scolastico “Filippo Corridoni” realizzato nel ventennio fascista.

Uno dei più convinti assertori è lo storico, nonché ex assessore provinciale alla cultura, Alberto Berardi, il quale ne ricorda, con sottile ironia, la vicenda. «Una delle architetture più brillanti e meglio conservate esistenti sul territorio cittadino sono le scuole “Filippo Corridoni”, progettate dall’architetto Mario De Renzi, uno dei padri del razionalismo italiano. Purtroppo un’amministrazione comunale non altrettanto brillante eliminò il verde che l’abbelliva in due tempi diversi. Prima eliminò i giardini per fare il distributore Agip (peraltro incredibilmente con un deposito carburanti attaccato agli edifici scolastici), e successivamente per costruirvi l’edificio del Patronato scolastico. La concessione Agip valeva per 29 anni. Alla scadenza cercammo in pochi onestamente di eliminare la concessione, ma ottenemmo soltanto di ridurre i tempi del rinnovo. Oggi di fronte alla nuova scadenza qualcuno dando prova di vera sensibilità e di grande intelligenza ha deciso di chiudere il distributore e di sostituirlo con un parcheggio. Ancora una volta la ragione non abita qui. Nonostante i contigui parcheggi degli ex capannoni del carnevale e della ex caserma Paolini non ci si venga a dire che c’è bisogno di ulteriori stalli, ma a Fano comandano ormai le associazioni dei commercianti e probabilmente assisteremo all’ennesimo stupro».

ANCHE l’architetto Giorgio Roberti ha espresso l’opinione di ripristinare il giardino, con relativa fontana (che si trova oggi al porto davanti al faro), per ricostruire l’ambiente architettonico e scenografico degli anni Trenta del secolo scorso.

Questa volta la Giunta Seri ha la possibilità di rimediare a tutti gli errori compiuti sin qui dai suoi predecessori.



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