Aldo Deli, il ricordo di Alberto Berardi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 6 settembre 2015 – Alberto Berardi, amico di Aldo Deli, ricorda con parole commosse la scomparsa dell’amico intellettuale, morto ieri. Ecco il testo.

Annus horribilis. Da temere ogni squillo del telefono. Le tristi notizie si susseguono, alcune attese altre improvvise. Ogni volta a scomparire è un caro amico, qualcuno che aveva segnato così tanto la nostra vita che credevamo impossibile potesse lasciarci.

Eppure apprendiamo che anche Aldo Deli, un grande fanese, un vero maestro di vita «Abiit ad plures» (è andato a raggiungere i più).

Non è retorica sostenere che siamo più soli. A lui la comunità deve tanto da quando giovanissimo si ribellò «per amore» con il compagno di fede Valerio Volpini e visse da combattente la grande scuola morale della Resistenza, da quando impareggiabile insegnante formò intere generazioni di giovani all’amore per la libertà e per la giustizia mai per lui disgiunte dalla fede religiosa, da quando impegnato politicamente diede un contributo appassionato ed intelligente alla gestione della cosa pubblica, da quando infine ci consentì con i suoi libri di conoscere la storia e le tradizioni della nostra amata città nei suoi aspetti più segreti.

Per anni ho vissuto intensamente in Consiglio comunale al suo fianco. Lui Maestro io allievo.

Gli devo davvero molto. Da un uomo come lui possiamo separarci solo con due omaggi il primo alla sua fede ed il secondo alla sua cultura.

Dal Cantico delle creature di san Francesco «Laudato si’, mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ skappare». Da Amleto di William Shakespeare «Morire per dormire. Niente altro. (…) Morire per dormire. Dormire, forse sognare».

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