Allarme in Valcesano, su 9mila abitanti sono 80 le famiglie senza cibo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 8 gennaio 2015 – In una stretta fascia di Valcesano, dove abitano poco più di 9mila persone, ben 80 famiglie non hanno letteralmente da mangiare. Sono drammatici i dati che emergono dalle parole del diacono Fiorello Ciaramicoli, coordinatore del centro di ascolto della Caritas “Giovanni Paolo II”, a cui fanno riferimento le parrocchie di Mondavio, Piagge, San Giorgio, Orciano, Montebello, Barchi e San Michele al Fiume.

Ciariamicoli, com’è la situazione?

“Un bilancio preciso del 2014 appena conclusosi non lo abbiamo ancora redatto, ma una cosa è certa: nel nostro bacino di intervento i nuclei familiari in enorme difficoltà stanno aumentando e ciò nonostante il fatto che diversi stranieri sono partiti facendo ritorno nella loro terra d’origine o spostandosi altrove”.

Questo significa che i poveri italiani sono in aumento?

“Proprio così. A fronte di un numero in lieve incremento di famiglie che sono ricorse al nostro aiuto sistematico nel 2014 rispetto al 2103, quelle straniere sono percentualmente diminuite, mentre quelle italiane sono cresciute”.

Possiamo dire qual è il rapporto, anche se in maniera non del tutto precisa?

“Guardi, ormai sugli 80 nuclei totali, poco più di 20 sono stranieri, in prevalenza marocchini, mentre tutti gli altri sono composti da nostri connazionali, spessissimo gente originaria di questa vallata che una volta andava avanti con dignità, mentre adesso non ce la fa”.

Come si concretizza il vostro aiuto?

“Innanzitutto con la distribuzione di pacchi cibo, che nel 2014 sono stati complessivamente quasi un migliaio: un numero enorme, che pochi anni fa non potevamo neanche immaginare. Pensi che nel 2012 sono stati 623, nel 2011 circa 300 e nel 2008, quando è scoppiata la crisi, appena 51”.

Il cibo è tutto ciò di cui ha bisogno la gente?

“Purtroppo no. Sono in numero sempre maggiore coloro che ci chiedono di pagargli le bollette dell’acqua, del gas e della luce e l’affitto di casa. Noi all’inizio siamo riusciti a farlo, elargendo somme sotto forma di prestiti infruttiferi, ma ormai le richieste sono troppe”.

Da dove arrivano le vostre risorse?

“Per i pacchi attingiamo come sempre al Banco Alimentare. Poi ci sono i contributi dei Comuni, che ci supportano anche con l’importante consulenza degli assistenti sociali; di enti; banche; Caritas diocesana; e di alcuni privati cittadini. A proposito di questi ultimi, devo dire che per fortuna stanno aumentando quelli che, potendo, ci danno una mano. La speranza è che lo spirito di solidarietà si rafforzi ancora perché il momento è davvero drammatico”. Sandro Franceschetti 



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