Altri sei profughi in città: «Dormiamo nel parco»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 17 settembre 2015 – «Dormiamo nel parco. Non c’è posto per noi». Tra martedì e ieri, a Macerata, sono arrivati altri sei pakistani. Si sono organizzati per riposare nei giardinetti di via Prezzolini, a due passi dall’ufficio immigrazione. Quattro vengono da Lahore, nel Punjab (al confine con l’India), altri due da Islamabad, la capitale. Sono arrivati in tre gruppi divisi e in momenti diversi, ma tutti sono confluiti all’ufficio immigrazione per presentare richiesta di protezione internazionale. «Ci hanno detto che per oggi (ieri, per chi legge, ndr) non hanno più posto. Dobbiamo aspettare la mattina successiva». Hanno grandi zaini da viaggio, qualche coperta e qualcosa da mangiare. Per bere, usano l’acqua della fontanella dei giardinetti. Due di loro, Shami e Ayaz, sono partiti insieme da Islamabad. Hanno compiuto il solito tragitto (Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria, Austria), in Italia sono passati da Roma e poi via, verso Civitanova, da sono venuti a piedi.

Anche gli altri quattro hanno fatto a piedi la strada che da Civitanova porta a Macerata, passando per Civitanova Alta. Ma perché questo grande esodo dal Pakistan nell’ultimo mese, e perché in tantissimi proprio a Macerata? «Non c’è posto in altre città d’Italia. Degli amici ci hanno detto che Roma, Milano, Lecce sono tutte piene, l’accoglienza è satura lì, così come nelle altre grandi città. Ecco perché siamo qui». E raccontano cosa sta succenendo, intanto, nel loro Paese. «Ci sono i talebani. Poi c’è una sorta di guerra tra Pakistan e India, sul confine. E, inoltre, c’è un conflitto religioso in corso, sunniti contro sciiti. Noi ragazzi qui siamo un po’ sunniti un po’ sciiti, ma noi non ci odiamo, viviamo in pace e ci rispettiamo. E sicuramente, dietro quel conflitto religioso in Pakistan, c’è ben altro: affari economici».

c. g.

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