«Altro che furti, l’allarme è lo spaccio di droga»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Civitanova, 5 settembre 2014 – ALTRO che furti e mendicanti. E’ la diffusione degli stupefacenti che solleva serie preoccupazioni a Civitanova, e che invece viene quasi dimenticata. A mettere un freno sulle polemiche dei giorni scorsi in materia di sicurezza in città, è chi di questa materia ha la competenza piena, cioè il procuratore capo di Macerata Giovanni Giorgio. Il dibattito era partito dai dati della Prefettura sui furti e le rapine, resi noti dal Comune: i fenomeni risultano in calo rispetto agli anni passati, e ricollegati all’ordinanza anti accattonaggio, abolita dal sindaco Corvatta e reclamata dall’opposizione come fondamentale strumento di lotta alla criminalità.

MA I TERMINI della discussione sono molto diversi, a detta del procuratore capo Giovanni Giorgio, che non ne fa un problema politico, ma tecnico. «La questione della gestione dell’ordine pubblico non è una delle competenze dei sindaci — premette il magistrato —, che per la verità possono fare ben poco in questo settore. La tutela dell’ordine pubblico è affidata alle forze di polizia giudiziaria, con il coordinamento della procura».

Sgombrato il campo sulla questione delle competenze, resta il problema della situazione della criminalità in città. «Sarei molto cauto nell’esprimere valutazioni tranquillizzanti, specialmente per quanto riguarda Civitanova dove il fenomeno dello spaccio è di notevolissima consistenza, assolutamente da non sottovalutare».

La polemica politica dunque è strumentale, dice in sostanza il procuratore capo, mentre i problemi sono reali, e preoccupanti. «Anzi — prosegue — ho l’impressione che siano tendenzialmente sottovalutati soprattutto per quanto riguarda lo spaccio e il consumo di stupefacenti».

IN QUESTA materia, gli arresti sono frequenti, così come i sequestri di sostanze vietate. E la vicinanza con l’Hotel House di Porto Recanati è un ulteriore elemento di preoccupazione per tutta la costa, e per l’intera provincia.

Ma i dati forniti dalla Prefettura al Comune indicano un calo anche delle denunce per il reato di spaccio di sostanze proibite: le denunce erano 67 nel 2011, 69 l’anno dopo e 60 nel 2013; fino alla fine di agosto di quest’anno ce ne sono stae 26, e la proiezione è che per la fine dell’anno si arrivi a 40. La diminuzione non può significare una contrazione del fenomeno, purtroppo.

Paola Pagnanelli



Precedente Furti d’auto, caccia alla baby gang Successivo Spinelli, psicofarmaci e tanto alcol: l’emergenza inizia già a 11 anni