Amandola, un allevatore: "Per la Regione conto meno dei lupi"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Amandola (Fermo), 20 dicembre 2014 – Un allevatore di ovini, tra i pochi in tutta la zona montana, lamenta, oltre a quelle economiche, anche le tante difficoltà a porre riparo agli attacchi dei lupi, ormai troppo numerosi, e a recuperare i rimborsi della Regione Marche, che si giustifica con la mancanza di fondi. M. A., allevatore da oltre 40 anni, ha greggi dislocati in diversi punti a seconda delle stagioni, dalla montagna fino a Servigliano.

«Ogni giorno – racconta – dobbiamo lottare con il lupo che si aggira in continuazione attorno alle nostre pecore, senza poter far nulla. Sto aspettando il rimborso dalla Regione da quasi un anno per l’abbattimento di 13 agnelli e 3 pecore, mi sento rispondere che non ci sono più i fondi, però per introdurre il lupo sono stati trovati! A cosa serve questo animale? Io ho pagato per comprare le pecore e i campi, accollandomi un debito di diversi decenni, ed ora non posso stare tranquillo nemmeno nella mia proprietà. Per difendermi devo mantenere oltre 20 cani di razza maremmano-abruzzese, più agili ed adatti alle nostre zone collinari, che mi costano oltre 300 euro al mese, converrebbe lasciare il gregge in preda agli odiosi lupi. Pochi mesi fa è morta la mia migliore cagna da difesa, dopo una settimana di strazi a causa di un infezione da un morso di lupo, per cui non sono valse le cure veterinarie. Anche qui potevo chiedere il rimborso ma mi sono stufato e ho rinunciato. Mi sembra un animale più protetto di me che lavoro faticosamente per mantenere la famiglia, in una terra che non rende molto e nella quale l’unica risorsa valida sarebbe la pastorizia, ma nessuno la difende più. Se continuiamo così, tra pochi anni il nostro lavoro finirà in tutta Italia. Non capisco l’utilità di questa bestiaccia: se si voleva ridurre il cinghiale con l’introduzione del lupo, è stato un vero fallimento perché i cinghiali nemmeno li guardano, attaccando solo caprioli e pecore, creando squilibri ambientali e costi sempre più elevati per noi allevatori». Intanto la caccia alla pecora non finisce…



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