La Regione Marche deve puntare sul trasporto ferroviario

strada ferrata

IL MINISTRO delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, in audizione alla commissione Ambiente della Camera il 26 gennaio, ha affermato che «i problemi dello smog e della mobilità sostenibile vedono come prima contromisura la cura del ferro». Perché la Regione Marche non si sintonizza con il ministro dei Trasporti invece di continuare a spingere sulle strade? Perché con il Ministro non si sintonizza quel viceministro dello stesso ministero che continua a cercare finanziamenti pubblici per cementificare la regione (completamento Quadrilatero, Fano-Grosseto, l’uscita ad Ovest dal porto di Ancona) sollecitato spesso dagli amministratori locali? Gli amministratori regionali (spesso insieme a quelli locali) sono responsabili di non avere alcun piano regionale per la mobilità sostenibile sostenendo la primaria funzione pubblica del trasporto su rotaia, su cui potrebbero essere indirizzate anche parte delle risorse, ora destinate a quello pubblico su gomma che continua ad intasare le strade litoranee; di non essere in grado di fare nulla (e di ammetterlo) per i-servizi contestati ed i notevoli frequenti disagi sulla linea Ancona-Roma e sulla Fabriano-Civitanova; di non avere alcun progetto che preveda la riapertura della Fano-Urbino, del tratto Fabriano Pergola o per uno studio di altre tratte da ricostruire; di aver chiuso la stazione Marittima in Ancona mettendo su strada 200.000 pendolari l’anno e di aver fatto magicamente scomparire l’inquinamento atmosferico in Ancona eliminando le centraline di controllo dalle strade!
ORA si apprende dalla stampa che per il trasporto ferroviario regionale il contratto di servizio è in proroga, in attesa di rinnovo per altri 9 anni a Trenitalia (??!) o di fare una gara europea. Il comportamento delle ex Ferrovie dello Stato, nelle sue varie articolazioni aziendali, ha dimostrato l’interesse ad abbandonare le tratte regionali poco remunerative, in favore dell’alta velocità. La prossima quotazione in borsa comporterà ancora di più la perdita della funzione pubblica in favore del puro guadagno. Cosa ha da guadagnarci il cittadino?

Italia Nostra Marche

Notizia riferita da IL RESTO DEL CARLINO

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