Amministrative Ancona 2013: Grillini dimezzati, il Pd non molla e il Pdl cala


Carlino

 Edizione di ANCONA (mar, 28 mag 2013)

Amministrative Ancona 2013

Ottimo risultato di Sessantacento e A2O, quasi scomparso il CD di Favia

di MARTINO MARTELLINI

ANCONA quattro anni dopo, Ancona dopo la disastrosa era Gramillano, Ancona dopo il travaglio del Pd e le dimissioni del sindaco. Ad Ancona non è cambiato niente. In politica contano i numeri e non le chiacchiere e così si scopre che il partito responsabile della defenestrazione di Sturani e della scelta sbagliata di Gramillano, il partito uscito a pezzi dalle sabbie mobili del non governo della città, ha preso quasi gli stessi voti del 2009. Si conferma quindi il carattere fortemente conservatore del voto di sinistra in città e si deve riconoscere che nonostante tutto chi ha voluto la Mancinelli candidato ha giocato sul sicuro convinto che la rete di interessi che il Pd rappresenta e rassicura avrebbe tenuto più con lei che con candidati troppo innovativi.

IL DATO numerico che conferma la giustezza di questa strategia sta in quel 4% e più raccolto dalla lista civica 2020 a sostegno della Mancinelli, outsider borghesi e trasversali che hanno compensato la fuga di voti dal Pd nell’elettorato medio. Addirittura paradossale il fatto che l’opposizione storica, la destra, non abbia approfittato dei pasticci di chi non ha governato la città in questi anni.
D’Angelo ha dato il massimo, la sua lista ha fatto un miracolo ma quel 10% e poco più del Pdl la dice lunga su quanto abbiano faticato in questa campagna elettorale i ras del centrodestra cittadino.
Ad Ancona la destra non ha ancora capito che dove la sinistra governa controllando i centri di potere e quindi parte del ceto medio si vince solo con un candidato lontanissimo dai partiti, un nome moderato e rassicurante, vedi Jesi e l’exploit di Bacci. Forse ad Ancona c’era un Bacci, anche qui una famiglia conosciuta in città, anche qui un volto fresco: Stefano Tombolini. Sessantacento ha davvero centrato un ottimo risultato confermando che questa città continua ad essere conformista in tutto meno che tra i cattolici. Da Longarini in poi l’unica risorsa civile della città che non si piega alle logiche del compromesso è quella del mondo cattolico che gira intorno alla Curia, eppure mai si è scelta la strada di far convergere tutte le forze antagoniste alla sinistra dietro un unico candidato cattolico e quando c’era, vedi Speciale, lo si è tolto di mezzo.
I NUMERI segnalano altri elementi interessanti: rinascono i Verdi, almeno due punti in più e forse sono voti dei grillini e lo spappolamento della Lista Monti, quasi il 9% alle recenti politiche, restituisce un poco di fiato all’Udc e a Fli. Più complessa l’analisi del voto della sinistra estrema. Crispiani è un bel nome e di certo ha recuperato consensi rispetto alle politiche e ha coagulato un elettorato che continua ad essere magmatico e incapace di catturare i delusi di Grillo.
Chiudiamo con una preghiera del mattino e un de profundis. Quattro ragazzi che mettono in piedi la campagna più innovativa della recente storia cittadina e prendono il 3% sono dei maghi. Sembra invece arrivata al capolinea l’incredibile corsa di David Favia, la locomotiva si è sfiancata e per uno scherzo del destino come è scomparso Gramillano scompare anche lui.

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