Ancona 1905 e Comune, è «guerra fredda». La società è nel caos

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 14 maggio 2015 – Regna la confusione sotto il cielo dell’Us Ancona 1905, gloriosa società che sabato si appresta a festeggiare nel mitico stadio Dorico i suoi 110 anni di storia. C’è un patron, Andrea Marinelli, che ha sparato ai quattro venti la volontà di mollare tutto e di affidare il club nelle mani di Sosteniamolancona, associazione di tifosi che detiene il 2 per cento delle quote e che visti i trascorsi (un fallimento e una mancata iscrizione alla serie B) può esercitare un diritto di veto che potrebbe trasformarsi in boomerang per lo stesso Marinelli nel caso volesse chiudere baracca e burattini. C’è il Comune, accusato dallo stesso Marinelli di «non aver mai fatto il bene dell’Ancona» nei suoi 110 anni di storia. Il riferimento è al bando per la gestione degli impianti sportivi. Anche se appare evidente che il male societario dell’Ancona forse è più profondo. Chi ha ragione e chi ha torto? Ascoltate le due campane, quella di Andrea Marinelli e quella del Comune, verrebbe da dire entrambe. Quattro progetti presentati, ma nessuno portato a termine. «Noi abbiamo sempre appoggiato l’Ancona, ma non è colpa nostra se non si è mai arrivato al termine di nulla». Il Comune oggi è passato al contrattacco di Andrea Marinelli, nella conferenza stampa svoltasi davanti alle orecchie di una ventina di ultras della Curva Nord. «Si sono susseguiti 30 o 35 incontri in questi ultimi due anni – ha detto l’assessore allo sport Guidotti, affiancato da quello ai lavori pubblici Urbinati -. Ci siamo rapportati sempre con interlocutori diversi». In primis Gilberto Mancini, poi Sosteniamolancona, quindi Andrea Biekar a nome dell’Ancona, infine Federico Petrolini quando si è trattato di discutere del bando del Paolinelli. Comune e Ancona si erano già beccati per le torri di illuminazione dello stadio del Conero. Dopo una stagione esaltante per la squadra, con la conquista di un insperato sesto posto in Lega Pro e la scopertya di telanti già richiesti da squadre di serie A (D’Orazio su tutti), l’Ancona rischia maledettamente di ripiombare nel caos che negli ultimi anni hanno seriamente minato le fondamenta. Marinelli minaccia di mollare tutto. il diesse Sandro Marcaccio, vero anello di congiunzione tra la proprietà e gli sport, non è più tanto certo di poter restare: ha molte richieste in categoria e non sente evidentemente più l’ambiente vicino a sè. «Marinelli sta pagando tutti gli errori commessi in passato», ha detto nei giorni scorsi Marcaccio. Ma gli squali che volessero pasteggiare sull’Ancona sono avvisati. Questa società, questa tifoseria e la città stavolta faranno di tutto per evitare l’ennesimo, doloroso, tracollo.



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