Ancona -Scoperto l’ormone contro l’obesità e il diabete, stimola le cellule ‘brucia grasso’-


Lo studio dell’equipe del professor Saverio Cinti dell’Università di Ancona

di Stefano Strano (IL RESTO DEL CARLINO)

Obesità infantile

Obesità infantile

Ancona, 4 marzo 2013 – Una scoperta che apre nuove prospettive farmacologiche per la cura di obesità e diabete. Un risultato di prestigio accademico internazionale, ottenuto dalla Facoltà di Medicina dell’ateneo dorico, da un gruppo di ricerca formato per metà da studiosi marchigiani e guidato dal professor Saverio Cinti, 63 anni, anconetano, docente di Anatomia all’università Politecnica delle Marche.

Professore, di cosa si tratta?
“Da trent’anni in questo laboratorio ci occupiamo di obesità e diabete, su queste patologie abbiamo fatto molti passi in avanti nella ricerca. Per descrivere l’importanza della nostra ultima scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Bba-Molecular and Cell Biology of Lipids, occorre fare una premessa: il tessuto adiposo, ossia il grasso, è formato da cellule bianche e cellule brune”.

Cosa caratterizza le prime?
“Le bianche, sono riserve di energia. In origine erano impiegate dall’organismo dell’uomo-ominide di sei milioni di anni fa per sopravvivere tra un pasto e l’altro, considerato che non mangiava tutti i giorni, mentre oggi si accumulano per troppo cibo e calorie, e sono le responsabili dell’obesità e del diabete. Quando l’individuo ingrassa si gonfiano come palloncini, diventano 6-7 volte la loro dimensione iniziale, poi scoppiano, muoiono e il corpo impiega molto tempo per riassorbirle. C’è un’infiammazione cronica e così si producono sostanze che a lungo termine determinano il diabete”.

E le seconde?
“Le cellule brune, già scoperte in nostri studi precedenti, sono ‘brucia grasso’, quando il nostro corpo è esposto al freddo producono calore e bruciano quelle bianche. Bisognava capire come fisiologicamente le cellule cambiassero ‘vestito’, lo scambio tra i due tessuti e abbiamo dimostrato la loro plasticità, una novità nel campo della biologia cellulare”.

Da un punto di vista scientifico cosa rappresenta il vostro studio?
“Per la prima volta la trasformazione di cellule bianche in brune è stata osservata e dimostrata sull’uomo, su pazienti affetti da feocromocitoma, un tumore benigno alla ghiandola surrenale che porta alla sovrapproduzione di adrenalina. Quest’ormone è la stessa sostanza che aumenta quando il tessuto adiposo è esposto al freddo, la condizione che fa bruciare grasso bianco alle cellule brune”.

Quali sono le possibili applicazioni mediche?
“In questi soggetti abbiamo trovato una nuova molecola (FGF21) e potrà servire per sviluppare una nuova classe di farmaci che mimino l’azione dell’adrenalina, o trasformino le cellule bianche in brune, o quantomeno riducano il volume di quelle bianche. Già un paio di note industrie farmaceutiche, una francese e una tedesca, sono interessate e mi hanno contattato. Si profila un nuovo tipo di medicinali che non comporti la riduzione della soddisfazione fisica del cibo: ricordo che il picco di obesità si riscontra in soggetti tra i 50 e i 70 anni, e, tra loro, ci sono stati casi molto diffusi di depressione e anche alcuni di suicidio. Alcuni farmaci sono stati ritirati per questo”.

Cellulari Usati
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