Fabriano piange la scomparsa di Andrea Terziario, aveva 49 anni

cordoglio

– FABRIANO – Andrea, ucciso da un malore: «Il suo era un cuore grande» – UN MALORE fatale non ha dato scampo al 49enne fabrianese Andrea Terziario, morto nella sua abitazione di piazza Manin e molto conosciuto in città come volontario della San Vincenzo de’ Paoli e appassionato giocatore di biliardo. A nulla è valsa la disperata richiesta di soccorsi da parte del fratello quando ha visto l’uomo in stato di incoscienza, in quanto all’arrivo dei medici del 118 il cuore del 49enne aveva già cessato di battere. Un decesso improvviso quello dell’uomo che non aveva mai manifestato particolari problemi di salute e che fino al giorno prima in tanti avevano visto e salutato in giro per la città, perchè era solito passeggiare a lungo soprattutto tra il Corso della Repubblica e i giardini Regina Margherita. Sabato alle 11 alla chiesa San Biagio c’è l’ultimo saluto, poi la tumulazione al cimitero di Santa Maria. «Ora sei con papà e mamma», il ricordo del fratello Marco e degli altri familiari. «Guarda chi rimane quaggiù, sarai sempre nei nostri cuori». Un pensiero commovente per quell’uomo dal cuore d’oro, in passato operaio della Ciemmeppi, azienda di lavorazione dell’acciaio con sede nella zona industriale Berbentina di Sassoferrato. «Era spesso sorridente e sempre molto dolce», affermano gli ex colleghi di Andrea che negli ultimi tempi era divenuto assiduo operatore della Casa di accoglienza per i poveri della San Vincenzo dè Paoli in pieno centro a Fabriano. «Il suo ruolo – raccontano i responsabili dell’associazione – era quello di affiancare il custode nella manutenzione ordinaria della struttura e nell’accogliere gli ospiti. A volte si era resa necessaria la sua presenza anche in orario notturno e lui non ha mai fatto mancare il suo impegno». ANCHE in quel contesto, dunque, per l’impegno profuso in favore dei più deboli, si era fatto apprezzare non poco così come anche al circolo di Fenalc Santa Maria dove per diversi anni è stato uno dei fondatori e dei pilastri della formazione di biliardo specialità boccette. Una passione, quella della stecca, coltivata con tanto impegno, ma sempre con la volontà di condividerla con gli amici e interpretarla come un reale divertimento senza eccessi, né personalismi. «La sua generosità – spiegano gli amici del biliardo – è sempre stata grande come la capacità di fare gruppo e squadra. Nelle cene tra di noi, quando riusciva a vincere l’iniziale timidezza, sapeva davvero essere di grande simpatia». A.D.M.

Alessandro Di Marco

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