Angiomi scambiati per metastasi, Moretti torna a protestare

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 21 gennaio 2016 – «Un’inchiesta ancora non è chiusa dopo 12 anni, e venerdì ci sarà l’appello per l’unico condannato per la mia storia». Emilio Moretti torna a protestare davanti al tribunale, per chiedere giustizia. Ieri il sangiustese, 58 anni, ha sistemato diversi cartelloni per ricordare la vicenda: nel 2003 gli vennero diagnosticate delle metastasi al fegato, che nel 2008 invece si scoprì erano innocui angiomi. Ma intanto quella diagnosi gli aveva rovinato la vita: aveva perso il lavoro, e subito le conseguenze pesanti della chemioterapia.

Dopo la sua denuncia, sono stati indagati i radiologi dell’ospedale di Macerata, che fecero gli esami al fegato, e gli oncologi, che curarono il tumore che non c’era. Per i radiologi, il processo si è chiuso con la condanna per lesioni colpose solo del primario Luigi Oncini, a un mese e dieci giorni di reclusione, «e venerdì per lui ci sarà l’appello ad Ancona. Invece per gli oncologi la procura ha chiesto l’archiviazione tre volte, ci sono state già tre udienze davanti al giudice e ancora il fascicolo è sospeso, dopo tutti questi anni: un caso piuttosto anomalo. Tra l’altro ormai la prescrizione è vicina».

Dopo la conclusione del processo di primo grado ai radiologi, Moretti e l’avvocato Sandro Giustozzi avevano annunciato l’avvio della causa civile. «Ma la causa civile – dice – non c’entra, quella non è la giustizia che voglio io. Mi hanno curato per una malattia che non avevo, per la quale ho avuto anche l’invalidità, dunque non possono dire che non mi ha lasciato conseguenze. Qualcuno qui ha sbagliato e non si può fare finta di nulla. Non ho mai avuto neppure le scuse».

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