Animali selvatici e incidenti: Provincia bersagliata dalle cause

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 11 gennaio 2015 – La Provincia si è costituita in giudizio contro 17 ricorsi (uno dei quali in appello di una sentenza del giudice di pace di Macerata) inerenti ad altrettanti incidenti stradali causati da animali selvatici. Lo ha fatto con un colpo solo, una sola delibera, in virtù di una prassi consolidata, tenuto conto del crescente numero di cittadini che rivendica il risarcimento dei danni, chiamando in caso tanto la Provincia quanto la Regione (quasi mai solo la prima). Non è cosa da poco.

Nell’ultimo triennio le richieste di risarcimento presentate alla Provincia si sono attestate su una media di oltre 100 l’anno, e nel 50% dei casi il giudice ha dato ragione ai ricorrenti. Sul banco degli accusati ci sono, come sempre, soprattutto i cinghiali (7 ricorsi su 16), seguiti a ruota, però, dai caprioli (5) e, poi da daini, istrici, tassi o altri animali. Le strade lungo le quali si verificano gli incidenti sono soprattutto quelle dell’entroterra, in particolare proprio per i cinghiali, ma sempre più frequenti sono i casi riguardanti arterie della fascia collinare e costiera, con qualche puntata anche in città. C. P. ha citato la Provincia per il risarcimento danni subiti dalla sua autovettura nell’impatto con un animale selvatico di grossa taglia avvenuto lo scorso giugno in via Roma, a Macerata. C. N., invece, l’ha citata per i danni subiti dalla sua auto nell’impatto con un tasso lungo la provinciale 571 «Regina», avvenuto lo scorso febbraio. In ogni caso, il fenomeno è in deciso aumento e, in corrispondenza con esso, aumentano le richieste di risarcimento.

Il problema maggiore resta quello dei cinghiali, di cui nel territorio provinciale si contano migliaia di esemplari. Gli abbattimenti programmati o quelli effettuati nell’ambito delle operazioni di controllo da parte della Polizia Provinciale non sono pochi: oltre 13mila i capi abbattuti tra il 2009 e il 2015. Ma non sono sufficienti a contenere l’elevata prolificità di questi ungulati, in particolare la specie importata dall’est Europa: una cucciolata varia da tre a dodici esemplari. Si aggiunga che il fondo destinato ai risarcimenti da parte della Regione è da anni in costante diminuzione, proprio mentre le richieste da parte dei cittadini aumentano. A complicare le cose i diversi pronunciamenti dei giudici, anche in casi simili, nell’attribuzione delle responsabilità: della Regione, della Provincia, o di entrambe?

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