"Anni di botte, minacce e insulti". Madre e figlia nel terrore

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 3 marzo 2016 – Anni di insulti, botte e minacce, contro di lei e contro la loro bambina. E’ quanto avrebbe subito una donna da parte del compagno, un imprenditore edile ora sotto processo per maltrattamenti. Un inferno domestico, raccontato ieri in tribunale dalla figlia della coppia, una ragazzina non ancora dodicenne.

I fatti sarebbero avvenuti in un piccolo centro dell’alto Maceratese dal 2000 fino all’anno scorso, quando la donna, esasperata e preoccupata, ha deciso di denunciare il compagno. Per lui è scattato il divieto di avvicinamento, e madre e figlia sono state ospitate da una struttura protetta. Nell’udienza di ieri, in tribunale a Macerata, è stata la ragazzina a dare la sua versione, rispondendo alle domande del giudice Daniela Bellesi, in un’udienza a porte chiuse.

La piccola, assistita dalla madre ma comprensibilmente turbata dalla vicenda che coinvolge i suoi genitori, ha confermato il clima di violenza instaurato dal padre, che solo per un breve periodo aveva vissuto con sua madre. L’uomo pagava l’affitto per il loro appartamento e dava alla donna 50 euro alla settimana, che dovevano bastarle per tutto. Ma in cambio, non avrebbe lesinato su insulti, offese, minacce, maltrattamenti di ogni genere e, in qualche caso, sarebbe arrivato anche a usare le mani. La ragazzina ha anche ammesso di essere stata lei stessa in alcune circostanze vittima di questa violenza paterna, e ha detto di sapere di essere stata allontanata da casa con la madre proprio nel timore che lui le potesse fare del male.

Una deposizione molto lunga e sofferta per la piccola. Dopo aver sentito lei, il giudice ha rinviato il processo ad aprile, per sentire i testimoni citati dal pm (avvocato Sabina Antognozzi): la procura ha chiamato undici persone, amici e vicini della coppia, per ricostruire i fatti. Poi anche l’imputato, difeso dall’avvocato Luciano Pantanetti, potrà dare la sua versione: l’imprenditore comunque respinge le accuse. La donna è assistita dall’avvocato Bianca Verrillo, ma ha scelto di non costituirsi parte civile nel processo.

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