Anziana urtata dal treno in corsa, le Ferrovie pretendono il risarcimento

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Severino Marche (Macerata), 28 giugno 2015 – Un’anziana era stata urtata dal treno in corsa. E ora per quell’incidente la Rete ferroviaria italiana le chiede un risarcimento di 400 euro. Una svolta a sorpresa per la vicenda avvenuta il 26 gennaio scorso a San Severino. Poco dopo le 19.30, il treno da Castelraimondo diretto a Tolentino aveva attraversato la città. Ma all’altezza del passaggio a livello di via Eustachio, il macchinista si era visto davanti una figura infagottata che passava sotto alle sbarre chiuse e si metteva ad attraversare i binari. Subito aveva suonato e avviato la frenata d’emergenza, ma sebbene il convoglio stesse già rallentando in vista della stazione non era stato possibile evitare l’impatto. La donna venne soccorsa e portata in ospedale, dove le diagnosticarono diverse lesioni e ferite, ma alla fine le conseguenze dell’investimento, per fortuna, non furono drammatiche. Venne fuori che si trattava di una ospite della casa di riposo, affetta da disturbi della personalità e in terapia con gli psicofarmaci. Mentre la settempedana cercava di rimettersi in piedi, qualcuno faceva il conto dei danni: la Rete ferroviaria italiana, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera con la richiesta di risarcimento attraverso la società Ferservizi. La società ha conteggiato diverse voci: 341,70 euro di manodopera (per controlli e verifiche), 19,26 euro per autovettura Rfi (questa voce non è spiegata meglio), 0,63 euro di interessi legali, 2,17 euro per la rivalutazione, altri cento euro per i costi amministrativi di gestione pratica (un po’ costosina, evidentemente), per un totale di 463,76 euro che l’anziana dovrebbe restituire tramite assegno circolare non trasferibile. Un considerevole risarcimento, considerato quali vagoni all’avanguardia transitino lungo la linea Fabriano-Civitanova, nonché i ritardi e i disservizi lamentati quasi quotidianamente dai pendolari e mai rimborsati da alcuno. Ora però l’anziana, con i familiari, valuterà cosa fare di fronte a questa richiesta.



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