Anziani faccia a faccia con i ladri armati di piccone

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Montelupone, 31 ottobre 2015 – Faccia a faccia con il ladro armato di piccone, cassaforte sventrata e bottino da circa 15mila euro. E’ quanto successo giovedì all’ora di cena a casa dei genitori dell’ex calciatore di serie A Carlo Troscè, Elio e Oletta pensionati sulla settantina che vivono a Montelupone. E non è l’unico colpo tentato in paese, perché la sera prima i ladri sono entrati a casa del vicepresidente del Coni provinciale Oreste Moretti, uscendone però a mani vuote. Erano circa le 20 quando i coniugi Troscè sono tornati a casa, in via Giovanni Pascoli.

«Appena siamo arrivati – racconta la donna – una vicina mi ha detto di aver sentito rumori dentro casa, ma non ho pensato ai ladri e così ho fatto per entrare, mentre mio marito è andato in garage. Nel frattempo ho sentito un rumore e subito dopo ho visto un uomo uscire dal terrazzo della cucina, mi sono avvicinata, ma me ne sono trovato davanti un altro col piccone in mano. A quel punto mi sono fermata, mentre i due hanno iniziato a correre e sono spariti nei campi dietro casa. Avevano tutti e due il volto scoperto: quello che è uscito dal terrazzo era di carnagione olivastra, con parecchi capelli e non tanto alto, l’altro invece, quello col piccone, era chiaro di carnagione, alto e con i capelli rasati. Per fortuna che mio marito era ancora in garage altrimenti non so cosa sarebbe potuto succedere se li avesse incrociati. Erano entrati dalla cucina, dalla finestra del terrazzo che avevo lasciato socchiusa per il gatto e poi avevano chiuso la porta d’ingresso col chiavistello, tant’è che anche io sono dovuta passare dal terrazzo».

Una volta dentro i ladri hanno messo a soqquadro tutte le stanze e poi hanno iniziato a prendere a picconate la cassaforte, con un piccone recuperato in un cantiere vicino. «Hanno preso tutto l’oro che hanno trovato nella cassaforte – continua la donna – si son portati via i ricordi di una vita, di mia madre, delle mie sorelle, di tutti. E secondo me hanno lasciato l’auto in una casa di campagna disabitata poco distante, poi hanno attraversato i campi e sono entrati: ho trovato casa tutta sporca di terra. C’avevano provato anche l’anno scorso, ma il cane dei vicini li mise in fuga. Guarda caso qualche giorno fa lo stesso cane è morto avvelenato». «Erano le 21.30 – racconta invece Moretti – ed ero appena andato a letto quando ho sentito una botta. Solo la mattina mi sono accorto che i ladri erano arrivati nell’ex camera di mio figlio dove avevano rotto la porta finestra e bucato il vetro. Probabilmente non hanno fatto in tempo a prendere niente perché ho l’abitudine di chiudere a chiave la porta». Indagano i carabinieri.

Giovanni De Franceschi

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