Appalto per la riqualificazione del Fiume Giano

Incontro caldo tra il sindaco e il comitato

 L’8 gennaio la commissione tecnica del Comune potrebbe forse assegnare in maniera definitiva l’appalto: un’opera da oltre 6 milioni di euro

di Alessandro di Marco (Il Resto del Carlino)

Una ricostruzione al computer di come diventerebbe una delle tante vie cittadine se il fiume Giano tornasse alla luce

Una ricostruzione al computer di come diventerebbe una delle tante vie cittadine se il fiume Giano tornasse alla luce

Fabriano- VERTICE decisamente caldio ieri mattina all’interno della sede municipale tra il sindaco Giancarlo Sagramola e i dirigenti del comitato ‘Alla scoperta del Giano’ a dieci giorni dalla data che potrebbe essere fatidica dell’8 gennaio quando la commissione tecnica del Comune potrebbe forse assegnare in maniera definitiva l’appalto per i lavori di riqualificazione del fiume. Un’opera da oltre 6 milioni di euro che prevede riapertura del tratto intombato, ripulitura e poi di nuovo chiusura del corso d’acqua che dà il nome alla città e sul cui futuro il dibattito è sempre più caldo.

“Non capiamo – si lamentano Fabrizio Moscè e Aldo Pesetti che guidano il comitato per il fiume di nuovo tutto a cielo aperto – perché siano state ignorate le mille firme dei cittadini per bloccare la gara d’appalto e chiedere un confronto in consiglio comunale. Questo atteggiamento di chiusura non ci piace ancora di più dopo gli ultimi accadimenti. Ci risulta, infatti, che nel famoso parere dell’autorità di bacino di oltre un anno fa non ci sia mai stato un pronunciamento pro o contro la sicurezza del fiume in caso di riapertura. Ma ora c’è di più, ovvero il recente incontro tra il sindaco e i tecnici dell’Università di Perugia che, su committenza privata, hanno redatto uno studio secondo cui il fiume aperto sarebbe più sicuro con una garanzia di 200 anni senza tracimazione. Un documento, insomma, nella sostanza assai diverso da quello della Politecnica delle Marche acquisito dal Comune e per questo è giunto il momento di organizzare un incontro pubblico con gli amministratori in cui si faccia finalmente chiarezza di fronte ad un così forte interesse popolare”.

Il sindaco prima ascolta poi ribatte a modo suo. Ovvero dando la sensazione di essere tentato dal dire sì all’apertura, ma scegliendo il catenaccio. “Quanto – spiega – allo studio dell’Università di Perugia lasciatemi rispettare i vincoli di riservatezza. Come un po’ su tutta la questione, perché c’è un procedimento in corso, nulla è stato assegnato e non può essere certo il sindaco a creare turbativa d’asta”. Poi, però, ecco la mezza apertura di fronte alle pressioni su un eventuale progetto blindato. “Non è così, perché basta informarsi un minimo in termini di diritto amministrativo per sapere che i progetti, una volta affidati, possono essere rivisti per una cifra pari al 20% del valore. In questo caso si tratterebbe di oltre un milione e 250 mila euro, dunque una quota particolarmente consistente che potrebbe permettere modifiche di rilievo. Comunque, ripeto, non posso e non voglio sbilanciarmi a procedimento in corso. A lavori assegnati, se davvero lo saranno, ne riparleremo sulla base di tutte quelle informazioni che, pur con il dovuto riserbo, sto continuando ad assumere”.

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Libero-Subito

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