Archivi abbandonati a Villa Lauri. Subito portati via i vecchi faldoni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 7 novembre 2014 – “Erano solo fotocopie quanto lasciato a Villa Lauri dalla Provincia e comunque sono state portate via”. Antonio Pettinari, presidente dell’Ente, torna su quanto denunciato dal Carlino che ha spinto Luisa Montevecchi della Sovrintendenza archivistica a intervenire sulla questione. «Appena ho letto l’articolo – aggiunge Pettinari – ho chiesto una relazione agli uffici. Ripeto, si tratta di fotocopie che comunque non dovevano stare lì perché quella struttura non è più la nostra». 

In effetti Villa Lauri è stata venduta nel 2001 all’Università sebbene fino a un certo momento abbia ospitato il settore urbanistica, per la precisione si trovava nella palazzina situata lungo la via. A Pettinari quella struttura riporta in mente antichi progetti e idee portate avanti in passato da diverse amministrazioni provinciali, come quella presieduta da Luigi Sileoni in cui l’attuale presidente era assessore. «Ero convintissimo del progetto per farvi ospitare l’università della musica e dello spettacolo, ricordo che con il presidente Sileoni contattammo Rambaldi (vincitore di tre Oscar per effetti speciali), Pavarotti, la Fracci vista anche la presenza dello Sferisterio e di tanti altri teatri nella regione. Nelle amministrazioni successive si pensò a utilizzarla come sede per approfondire lo studio dei mestieri legati al mondo dello spettacolo fino a quando l’edificio è stato venduto all’ateneo». 

E ancora. «Ci dispiaceva che una simile struttura non potesse essere resa fruibile alla città, anche perché nel tempo Tommaso Lauri aveva creato un orto botanico straordinario con essenze provenienti da più parti del mondo. Chissà, forse solo qua ci sono le due uniche sequoie presenti in Italia». Successivamente anche l’ateneo ha preparato dei progetti per recuperare la villa e il parco, ma di questi tempi il problema è dover fare i conti con bilanci ridotti all’osso e quindi c’è la necessità di fare delle scelte. In altre parole l’università ha sposato il progetto ex Cras e lo ha portato a termine realizzandovi una serie di alloggi per studenti. Ma per il rettore Luigi Lacchè la partita non è affatto chiusa, cioè si battono altre strada perché possano essere recuperate la Villa e il suo parco. Infatti proprio al Carlino il rettore ha anticipato di avere un progetto che coinvolge la Cina. «È un’idea – ha detto – ancora nelle fasi iniziali per cui non posso essere più preciso, ma ci sto lavorando sopra». Intanto i faldoni sono stati portati via. Una spazzata, insomma, è stata data. Resta ancora quella catasta di vecchi arredi. Rispetto a qualche giorno fa è anche cresciuta, ma siamo sicuri che in poco tempo verrà rimossa del tutto.



 

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