ARCIONI: RIPARTIRE DALLE MARCHE PER DIMOSTRARE CHE UN’ALTRA ITALIA E’ POSSIBILE

Arcioni-M5S

Fabriano – (Riceviamo e pubblichiamo) Comunicato stampa del Consigliere M5S di Fabriano Joselito Arcioni

Ci stiamo abituando alla disgrazia, alle morti in diretta, a questa informazione che disinforma, alla bruttezza. E’ questo il nostro pericolo: non ci fa più effetto niente, neanche quando, come scrive il prof. Roberto Mancini, “la Costituzione è stravolta e tutto il peggio diventa possibile. Dovremmo ricordarcene per tempo, oggi in Italia, e reagire velocemente per fermare un progetto pericoloso. Mi riferisco alla manovra ad incastro messa in atto dal governo Renzi, che punta sull’effetto congiunto da un lato della riforma elettorale e dall’altro della modifica di un terzo della Costituzione. Chi, come noi, desidera un altro modello sa che esso realizza lo spirito della Costituzione e i suoi articoli fondamentali, quindi ha una ragione in più per ribellarsi a quanto sta accadendo.

Il Partito che fu Democratico sta demolendo i pilastri dell’ordine costituzionale in Italia. È un cambiamento strutturale, tanto decisivo quanto rovinoso, ma – come tante altre scelte ed azioni inaccettabili da almeno trent’anni – sta passando agli occhi dell’opinione pubblica come se niente fosse. Per questo è necessario capire che cosa c’è in gioco e considerare attentamente i termini di quello che sta accadendo per giungere a formulare un chiaro giudizio etico e politico. Una volta giudicata questa pessima “riforma” per quello che è in realtà, è urgente sollevare un forte conflitto democratico e nonviolento per scongiurare un disegno politico dissennato.

La storia con sui si vorrebbe legittimare la sua manomissione, come è scontato almeno dai tempi di Bettino Craxi ad oggi, è fornita dalla tesi che insiste sull’esigenza di garantire la governabilità. Una tesi simile, anche se fosse sostenuta in buona fede, è plausibile solo per chi ha una scarsa dimestichezza con la memoria storica: l’Italia è stata governata, per larga parte della sua storia, da personaggi come Mussolini, Andreotti, Craxi, Berlusconi e ora Renzi. Il nostro è il Paese nel quale la delega di tutto il potere nelle mani del Capo è un’abitudine tenace, che si perpetua sotto ogni bandiera. Siamo carenti non certo di tendenze all’accentramento del potere, bensì di capacità di svolgere la sua gestione pluralistica e democratica sulla base di un’effettiva rappresentatività popolare. Invece la prepotenza di Renzi & soci cancella il valore della rappresentatività.

La “riforma” toglie di mezzo il bilanciamento dei poteri e il ruolo di controllo delle opposizioni. I Senatori non saranno eletti dal popolo, ma dai Consiglieri Regionali. Il progetto di nuova legge elettorale prevede un premio di maggioranza eccessivo alla lista più votata e stabilisce liste bloccate con lo strapotere delle segreterie di partito a scapito della partecipazione e di un minimo di scelta da parte dei cittadini. Così l’intera guida del Governo sarà attribuita a un partito dominante, che potrebbe fare a meno di una coalizione. In poche parole: tutto il potere ad un partito solo, e poi nel partito tutto il potere ad un uomo solo. Nelle modifiche al testo costituzionale i diritti delle minoranze, nei lavori parlamentari, non sono specificati ma demandati ai regolamenti delle Camere, che ovviamente saranno plasmati a immagine della maggioranza. Nel contempo viene quasi eliminato il ruolo delle Commissioni parlamentari, essenziali per il processo di definizione delle leggi, tranne che per alcune materie essenziali.

Di fronte a questa sfrontata strategia di concentrazione del potere che cosa fa la “sinistra” interna del PD? Continua a fare la figura di una minoranza complementare all’egemonia del capo: troppo opportunistica per rompere effettivamente con lui, troppo miope per riconoscere che un partito democratico ormai non c’è più, troppo pavida per cercare di costruire una forza politica migliore altrove e altrimenti. Per descrivere che cosa faccia questa “sinistra” rende bene l’idea un verso della canzone Don Raffaè di Fabrizio de André: “Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna, con gran dignità”. Come l’attuale Unione Europea usa abusivamente il nome dell’Europa, così il Partito Democratico abusa di un nome che tradisce ogni giorno. E se partiti realmente democratizzati sono soggetti indispensabili per la vita pubblica di un Paese, un partito che stravolge la Costituzione, preferendo elevare la pura ambizione del capo a progetto politico, diventa invece una forza nociva.

Una forza che va sconfitta con gli strumenti della democrazia, costruendo un’alternativa nel tipo di persone, nella coscienza etica collettiva e nel tipo di progetto di società che ci si impegna ad attuare.”

Ed il 31 maggio prossimo, alle elezioni Regionali, i Marchigiani possono dare un messaggio importante e servirsi la democrazia invece che seppellirla, dando fiducia all’unico Movimento politico che pensa alla protezione dei cittadini ormai abbandonati dallo Stato che non garantisce più nulla con la svendita dei beni comuni, i tagli lineari alla sanità, con i trasporti pubblici trascurati e non funzionanti, con pensioni e stipendi da fame. Gli unici tutelati dai partiti sono i politici e i loro amici (spesso trombati) piazzati nelle partecipate o nelle cooperative.

I politici regionali costano agli italiani 1 miliardo, con il Movimento 5 Stelle questo costo verrebbe abbattuto all’istante perché ogni eletto M5S si dimezza lo stipendio e non prende finanziamenti pubblici, i partiti non lo faranno mai come dimostra il caso della Moretti in Veneto. 

La corruzione è il cancro delle regioni. Quasi tutti i consigli regionali italiani sono finiti sotto inchiesta per spese pazze. Un esempio su tutti: proprio nelle Marche gli indagati sono 66, consiglieri ed ex consiglieri di tutti i gruppi, dal Pd alla Lega Nord, i due presidenti di giunta e consiglio, assessori, e addetti ai singoli gruppi e devono giustificare spese per quasi 400 mila euro. Potete ancora votare questi signori o immaginare le Marche a 5 Stelle.

Joselito Arcioni Consigliere Comunale Fabriano 5 Stelle

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