Area Vasta 3, buco in bilancio da 12 milioni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 15 agosto 2015 – Una voragine da 12 milioni di euro, che si dovrà ridurre ad almeno 7 milioni, tagliando sulle spese. Brutte notizie per la sanità provinciale, che si trova a fare i conti con i budget per il 2015. E di nuovo tira brutta aria per i piccoli ospedali. «Per il 2015 è stato fatto un bilancio preventivo dall’Asur regionale – spiega Alessandro Maccioni, il nuovo direttore generale dell’Area vasta 3 –, programmato per quantificare le risorse necessarie per le varie attività. E’ uno strumento provvisorio, poi entro settembre-ottobre si fa quello definitivo. Sulla base di questo calcolo provvisorio, l’andamento dei costi per le attività programmate ci porta a uno sforamento del tetto di spesa previsto. Abbiamo fatto un conteggio alla fine del primo trimestre, poi alla fine del secondo, e per la nostra Area vasta arriviamo a un buco da 12 milioni di euro circa. A questo punto dovremo mettere in atto una serie di azioni per ritrovare un equilibrio di bilancio: considerando che abbiamo un budget da circa 530 milioni di euro, possiamo arrivare al massimo a 534 milioni, recuperando quanto meno sette milioni di euro».

Ma cosa è successo? Come mai il 2014 si è chiuso con i conti in pareggio e il 2015 si annuncia in rosso? E’ successo che l’Asur, già nel 2013 con la delibera 735 aveva previsto una serie di riorganizzazioni. La delibera era intitolata ‘Riduzione della frammentazione della rete ospedaliera. Riconversione delle piccole strutture ospedaliere e riorganizzazione della rete territoriale di emergenza-urgenza’. La delibera prevedeva una serie di interventi sui piccoli ospedali, ad esempio Tolentino, Treia, Cingoli, Recanati, da trasformare in ‘case della salute’. Ma fino a oggi questa operazione non è stata portata avanti, e a pensar male viene il sospetto che il fatto che ci fossero le elezioni in vista possa aver influito. Ora però che abbiamo votato, avanti tutta con la «riduzione della frammentazione».

«Bisogna portare a completamento i processi non finiti, e iniziare quelli non ancora avviati – ammette il direttore generale –. Le strade sono due: ridurre i costi, o aumentare il budget per il 2015, calcolato con costi inferiori al 2014». Anche perché, appunto, si prevedeva di tagliare la spesa risparmiando sui piccoli ospedali. Cosa si farà in concreto ora? «Lunedì ci sarà una riunione negli uffici dell’Area vasta – risponde Maccioni –, poi nel pomeriggio sarò ad Ancona per sottoporre il nostro piano di rientro all’Asur. La mia idea sarebbe puntare sulla riduzione della spesa farmaceutica ospedaliera, su quella extra ospedaliera, e poi andare avanti con la riorganizzazione stabilita nel 2013, magari non facendo tutto subito, ma scaglionando gli interventi».

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