Arrivano le piogge di novembre ma l’Appennino fa da baluardo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 6 novembre 2014 – Sono arrivate le prime piogge autunnali. Si sono fatte attendere parecchio, ma l’ottobre quasi estivo non è altro che un risarcimento (parziale) per un’estate guastata a più riprese dal maltempo. Da qui a sabato di sole ne vedremo poco, mentre non mancheranno fulmini e ripetuti scrosci di pioggia. Nulla di paragonabile però a quanto sta avvenendo nelle regioni tirreniche, dove si sono avuti picchi di 200 millimetri in poche ore che hanno provocato inevitabili disastri.

Anche stavolta è l’Appennino a fare da baluardo alle imponenti correnti umide occidentali. Nella nostra provincia sono previste nei tre giorni cumulate di 40-50 millimetri nella fascia costiera e collinare, localmente più elevate nelle aree dell’entroterra a ridosso del confine. Dove ieri pomeriggio si sono visti i primi temporali, specie nell’area del Catria. Poi estesi in serata alla costa. Un cambiamento annunciato la notte scorsa da forti raffiche di vento.

A differenza dell’irruzione di area fredda di fine ottobre, non ci sarà un crollo delle temperature, che si manterranno oltre le medie del periodo fin oltre la metà del mese. Di certo sarà l’inizio di una fase perturbata, anche se il versante del medio Adriatico rimarrà meno esposto alle incursioni umide. Bizzarrie climatiche. Dopo che i nove mesi precedenti avevano sommato qualcosa come 900 millimetri di pioggia (ben oltre la media annuale dei dodici mesi), ottobre si è rivelato mese asciutto: una quaratina i millimetri di pioggia caduti, la metà della media.

L’inizio di novembre, che un anno fa vedeva i nostri fiumi in piena, in questa stagione coincide con il periodo di massima magra. I corsi d’acqua hanno visto le portate ridursi sensibilmente nell’ultimo mese. Nulla di paragonabile peraltro alle stagioni siccitose. Basti dire che nessun tratto è andato in asciutta. Per il terzo anno consecutivo, grazie alle precipitazioni copiose, l’estate è trascorsa senza crisi idriche e questo ha portato anche benefici economici. Ora è auspicabile l’avvio della ricarica delle sorgenti, anche sotto forma di precipitazioni nevose. Ad ogni stagione il suo compito, perché di stravaganze ne abbiamo avute abbastanza.



 

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