Artigiano si uccide a coltellate il giorno dello sfratto

IL BORGHIGIANO 2013

Tragedia a Falconara: il 63enne avrebbe dovuto pagare una mora di 1200 euro, ma la sua azienda era in difficoltà
IL RESTO DEL CARLINO
DUE MOZZICONI di sigarette nel posacenere, la tazzina sporca di caffè e a terra un lago di sangue: sono gli ultimi istanti di vita di A. F., piccolo artigiano di 63 anni. Ieri mattina, sapendo della visita decisiva da parte dell’ufficiale giudiziario che gli imponeva di uscire dall’appartamento affittato a Falconara, ha accolto così lui e i vigili urbani in supporto. Sfrattato e con difficoltà finanziarie, l’artigiano avrebbe dovuto pagare una mora di 1.200 euro: un problema che però il 63enne ha affrontato e risolto in un’altra tragica maniera.
Prima si è fumato una sigaretta, ha bevuto un caffè caricandosi di coraggio. Poi ha impugnato un coltello da cucina, lama a punta, lungo una trentina di centimetri, e ha iniziato a ferirsi con una serie di coltellate sul corpo. L’uomo ha perso molto sangue e soccorrerlo è stato molto difficile da parte dei sanitari del 118. L’emorragia non gli ha dato scampo e poco prima di arrivare al pronto soccorso di Torrette un arresto cardiaco è stato fatale. L’artigiano non si è più ripreso. Sotto choc la moglie e la figlia (che vivono a Civitanova Marche). Non sapevano nulla dello sfratto. Già in passato l’uomo aveva avuto problemi di questo genere e ne era sempre uscito. Non stavolta. Alla base del gesto, i familiari ne sono certi, l’estrema difficoltà economica in cui versava l’artigiano. Il settore dell’edilizia fermo, molti lavori non pagati, un mix letale per cadere nella depressione.
L’UFFICIALE GIUDIZIARIO aveva bussato alla porta di casa già la settimana scorsa. Da qualche mese l’uomo (la sua attività di piccolo artigiano a Villanova era in difficoltà), aveva deciso di non onorare più il canone mensile al proprietario dell’appartamento, uno stimato medico di Torrette. Il quale ha deciso di denunciare il fatto attivando la procedura giudiziaria per morosità. Mercoledì scorso la seconda visita, nella quale l’ufficiale ha deciso di concedergli alcuni giorni di tempo per prepararsi allo sfratto.
Ieri il giorno è venuto. Poco dopo le 9 l’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta di casa del 63enne e ha iniziato a sentire un cane abbaiare e ringhiare.
Con lui c’erano i vigili urbani per il normale ruolo di accompagno per provvedimenti del genere. Disponendo della chiave, il funzionario del tribunale ha chiesto ai vigili urbani di entrare nell’appartamento. Appena dentro, in cucina, una scena tremenda: l’uomo a terra in un lago di sangue e vicino al corpo il coltello. Immediata la richiesta di intervento al 118 e alla Croce Gialla di Falconara. Quando i sanitari sono arrivati l’artigiano era ancora vivo e molto agitato. Soccorrerlo è stato difficilissimo: i sanitari, coadiuvati dai vigili, hanno dovuto penare per riuscire a tamponare le ferite, inalare i farmaci necessari e allo stesso tempo calmare un paziente difficile prima di metterlo sopra una barella.
UN SOCCORSO incredibile, proseguito poi con il viaggio lungo i quattro piani di scale, col ferito portato sotto di peso prima di essere adagiato sulla barella. In casa, più che altro in cucina, un lago di sangue, con macchie ovunque sulle scale del condominio. I vicini tappati in casa: sanno che è successo qualcosa di brutto, anche se in realtà l’uomo non ha mai avuto problemi particolari con nessuno di loro.
Reazioni ufficiale giudiziario
FONTE IL RESTO DEL CARLINO
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