Ascoli da impazzire, Jankto e Addae stendono il Perugia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 2 aprile 2016 – Non è un mattoncino, non è neanche l’installazione di fondamenta. Uscire dal Curi di Perugia con tre punti, nel modo in cui lAscoli (foto) di Devis Mangia è riuscito nell’impresa, è come spezzare un incantesimo che non si riferisce solo all’ultimo, sfortunato, periodo dei bianconeri.

Vincere a Perugia, allontanare lo spettro della «Serie C« (continuiamo a chiamarla così), significa ricacciare negli inferi un ricordo , quel ricordo. E se per riuscire bisogna interrompere una serie, quella del Grifo, forte di quattro vittorie nelle ultime cinque gare e un solo gol subito, qualcosa vorrà pur dire. Mangia deve inventarsi nuovamente la difesa, è Canini a giocare centrale destro pur sul suo piede debole.

Mitrea al suo fianco con il rientrante Di Marco e Cinaglia a presidiare gli out. Carpani vince il superballottaggio in mediana, Jankto va sull’esterno mancino con Orsolini confermatissimo a destra. Cacia uomo solo contro il mondo davanti.

Si capisce subito perché per Bisoli è «la partita dell’anno«: l’ex tecnico del Cesena è talmente carico che non passano neanche dieci minuti e già si scaglia come un ultras da balaustra verso il suo «diez« (col numero 3) Della Rocca. Indicazioni tattiche, sia chiaro. Il Perugia recupera Prcic, out nella scorsa partita perché in nazionale, ed è subito chiara la sua importanza: il gioco passa da lui, tutto da lui, sempre da lui.

C’è un protagonista inatteso, il vento. Forte, taglia in maniera trasversale il prato del Curi e costringe a riorganizzare qualsivoglia manovra. Mitrea impiega qualche minuto a trasformare l’avvio horror in prestazione da guardiano irreprensibile e ci vuole tutta la bravura di Lanni per scardinare l’unica vera palla gol del Grifo nei primi quarantacinque.

Aguirre sguscia, va via veloce veloce al romeno, il portierone piceno dice di «no« chiudendo lo specchio alla sua sinistra. In realtà ci sarebbero altre istantanee da regalare: lo schema, perfetto, che lascia Prcic da solo al limite per calciare da corner destro. Palla alta. Il nervosismo, illecito, di Jankto, che va a fare da buttafuori appena Volta «opera« Cacia a metà tempo.

Lo stesso capitano e bomber del Picchio che, nella migliore delle ipotesi, riceve palle giocabili a quaranta metri da Rosati e già al 23’, lo capiamo benissimo, si trova mani sui fianchi. Gli Ultras che arrivano al 18’ e iniziano un roboante derby umbro-marchigiano coi dirimpettai. Addae che ha sempre, sempre, sempre, un modo per irrompere nel gioco. Tre volte su quattro in maniera risolutiva. Ma insomma: niente che sia particolarmente diverso dal canonico. Ah, no.

C’è un «gollasso« di Sampi Jankto – fermo sulla trequarti biancorossa – che si vede piombare sul mezzocollo destro il cuoio scaraventato dall’inoperoso Rosati di testa, su uscita chiamiamola così… un po’ avventata. Il ceco è chirurgico e durante il recupero fa esplodere i tifosi ascolani, circa ottocento. Rete numero cinque della sua stagione, la seconda stagionale della squadra da fuori area dei Mangia Boys (peggior record tra le compagini di B).

Arriva il vantaggio bianconero quando Ros è già pronto a fischiare il riposo. Ad inizio ripresa Bisoli abbassa Zapata (out Della Rocca) mettendo Bianchi (combinerà poco) al fianco di Aguirre. Avevamo detto tre volte su quattro risolutivo, Addae. Ecco, dopo 7’ della ripresa in maniera superpositiva. Il centro di Jankto è perfetto, la sua spaccata pure. Rosati è battuto per il raddoppio bianconero. Se ci accende, Bright, non lo fermi più. Cacia ha la superpalla del tris al 62’ sfuggendo alla linea di Volta e Mancini, ma calcia in diagonale a lato.

Il Grifo prova a scuotersi andando a prendere la palla tra le linee soprattutto con Aguirre, ma il vento a favore consente al Picchio di alzarsi, all’unisono col sostegno dei suoi tifosi. Bisoli si gioca la carta Fabinho (e l’ultimo cambio) a metà ripresa: il match winner di sabato scorso a Lanciano converge e chiama Lanni alla distesa miracolosa. Parata, palo, insomma pericolo sventato.

Dentro poi va Perez, col Perugia che ci riprova con Volta sfiorando il bersaglio. Nulla di fatto. Carpani esce per crampi e quando iniziano a mancare le forze ai ragazzi di Mangia ci pensano gli ottocento al seguito ad iniettare fiducia e grinta con un battimani da copertina. L’ultimo sussulto è di Volta, che segna di testa quando l’assistente Lanza alza la bandierina, strozzando in gola l’ultimo disperato tentativo di dare un senso al recupero.

 

Il tabellino

Perugia-Ascoli 0-2

Perugia (4-3-1-2): Rosati; Molina, Volta, Mancini, Spinazzola (46’ Milos); Rizzo, Prcic, Zebli; Della Rocca (46’ Bianchi); Aguirre, Zapata (68’ Fabinho). A disp: Zima, Monaco, Ardemagni, Taddei. All. Bisoli

Ascoli (4-5-1): Lanni; Cinaglia, Canini, Mitrea, Di Marco; Orsolini, Carpani (79’ Altobelli), Addae, Bianchi, Jankto (92’ De Grazia); Cacia (74’ Perez). A disp: Svedkauskas, Del Fabro, H’Maidat, Milanovic, Petagna, Iotti. All. Mangia

Arbitro: Ros di Pordenone (Santoro, Lanza; Giovani) RETI: 45’ Jankto (A), 53’ Addae (A)

Note: ammoniti Bianchi (A), Zapata, Mancini (P) per gioco falloso, Cacia (A) per proteste. Recupero 1’+ 4’

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