Ascoli, la Coppa è già finita. Il Cosenza passa al 94’

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 2 agosto 2015 – Fossimo a fine anni ‘70, Fonzie darebbe il classico colpetto al juke box per far ripartire la musica. Quella della Curva Sud è sempre forte, decisa, precisa. Purtroppo è la stessa, rispetto allo scorso maggio, anche per l’Ascoli di Petrone in campo, che crolla dopo lo striscione dell’ultimo chilometro come avvenuto con la Reggiana negli scorsi playoff. Il piccolo contrattempo dei terminali offline in alcuni dei punti vendita dei biglietti non ha smorzato l’entusiasmo di chi, Quintana o domenica afosa, ha scelto di esserci comunque.

E quindi tutti in fila al classico «botteghino fuori dallo stadio» e si torna a tifare. Petrone e Roselli si sono amichevolmente pizzicati in settimana e presentano la prima idea ufficiale del nuovo anno: il tecnico piceno, si vede lontano un miglio, schiera solo un «nuovo« (Jantko, subentrato, sarà il secondo), lavora sull’impianto del doppio cervellone macina-calcio e delle linee strette quando la palla ce l’hanno gli altri.

Così va a finire che Pirrone gioca «alla De Rossi», Grassi fa il «diez» secondo i nuovi dettami, ma spesso e volentieri è Addae a proporre il gioco. E sappiamo tutti, col campo che conferma, che il gigante africano preferisce martellare piuttosto che ideare.

Il primo tempo scorre con il Cosenza (seguito da una ventina di tifosi che ricordano il bomber Marulla, scomparso recentemente e salutano i gemellati tifosi anconetani) nel più didattico e sacchiano dei 4-4-2, ordinatissimo e orchestrato da Caccetta, centralone di centrocampo che sa essere piuma e martello, nonostante sia reduce da qualche acciacco fisico. I bianconeri sono, comunque, maggiormente pericolosi: Grassi fionda dai venticinque una punizione non trattenuta che Addae non riesce a trasformare in oro girandosi in acrobazia (sarebbe stato già il gol dell’anno).

Pirrone ci prova da ancor più distante: deciso e tecnicamente perfetto il calcio da fermo di mezzo collo, pregevole il volo di Perina che smanaccia. Carpani e Tripoli soffrono di «tiki-takismo« e dopo una fantastica idea di Grassi che fa correre Addae sulla destra, perdono l’attimo fatato risvegliando gli ospiti.

Il primo tempo si chiude infatti con l’unico vero tentativo dei calabresi – che nel frattempo guadagnano metri – con Caccetta che fa tutto nel migliore dei modi, prende lo spazio per il tiro, ma la prende male male. I primi applausi scroscianti della ripresa sono nuovamente per Addae che si inventa un potentissimo ed elegante esterno destro al volo da ventitre metri che si abbassa in zona traversa. Peccato per il ghanese che l’impatto con la barra faccia schizzare il pallone fuori dal paradiso del gol.

Quando il cronometro fa scoccare il 60’, che secondo il mister bianconero sarebbe dovuta essere la linea di confine tra il piano partita e la gestione di carenza d’ossigeno, fioccano le occasioni: prima Mengoni, poi Pelagatti, fanno alzare il volume al coro «I bianconeri alè«, incessante, della Curva. Ci pensa allora Tripoli a scagliare la prima freccia avvelenata: volee di destro con schizzata sull’erba. Portiere battuto. Ascoli in vantaggio proprio al primo minuto della «no ossigeno zone» proclamata nel pregara dall’allenatore. Roselli cambia tutto davanti, mettendo forze fresche, e l’inerzia del match si inverte come nel finale del primo tempo.

Prima Arrighini calcia a lato a girare, poi Tedeschi sfiora il bersaglio dopo supermischia in area bianconera, infine è La Mantia a buttarla dentro, pareggiando i conti, a cinque dal termine, approfittando di una corta respinta di Lanni. Pari tutto sommato meritato. Non è tutto, perché Arrighini decide di mandare a casa tutti con mezzora di anticipo, bruciando prima la difesa picena con un inserimento da bomber, poi con un destro al fulmicotone, per la vittoria dei calabresi. A Vicenza, per il secondo turno di Tim Cup, andranno loro. Anche stavolta, Petrone, aveva visto giusto: sessanta minuti, un buon Ascoli, poi il blackout. Attenzione: siamo solo all’inizio. Lo capisce anche la tifoseria, che saluta con cori e applausi, comunque, i giocatori piceni, abbracciati sotto la curva a saltare insieme a loro. E’ sempre bello dare una buona notizia.

I tabellini

ASCOLI (4-3-1-2): Lanni; Pecorini, Cinaglia, Mengoni, Pelagatti; Addae, Pirrone, Carpani (70’ Jankto); Grassi (81’ Berrettoni); Tripoli (81’ Mustacchio), Perez. A disp: D’Egidio, Di Sabato, Orsolini, Paolini, De Grazia, Liberati. All. Petrone

COSENZA (4-4-2): Perina; Corsi, Tedeschi, Pinna, Ciancio; Criaco, Arrigoni Marocco (73’ Fiordilino), Caccetta, Statella (62’ Guerriera); La Mantia, Vutov (62’ Arrighini). A disp: Saracco, Blondet, Soprano, Di Somma, Novello. All. Roselli

ARBITRO: Baroni di Firenze (assistenti Vitaloni, Maddacino, 4° uff. Camplone)

RETI: 61’ Tripoli (A), 83’ La Mantia (C), 94’ Arrighini (C)

NOTE – spettatori 2.454, incasso 25.602,50 euro. Ammoniti Perez (A), Corsi (C), corner 5-5. Recupero, 0+5’

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