Ascoli, la legge del derby. Giorgi ci mette la firma: ciao ciao Pescara

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 11 ottobre 2015 – «Ole, ole, ole, ole, Gigi Giorgi». Un deja-vu. O solo una nuova notte di gloria timbrata dal «Hombre del partido di casa». L’Ascoli ha l’antidoto per vivere (e vincere) i derby, i più accesi derby.

Si chiama Gigi Giorgi e con il gol decisivo della settima giornata fa parlare le statistiche.

Sette gol in due partite, dieci punti in classifica, un calcione alla brutta partenza e la consapevolezza che con la grinta, le idee, un po’ di sana buonasorte, nulla è precluso.

Petrone conferma in blocco l’undici di Novara che ha schiantato il Como, Oddo deve fare a meno di ben sei titolari e fa di necessità virtù. Solo Pescara nel primo quarto d’ora, con Lanni che «diventa verde» alla Hulk alzando il muro a Lapadula con la manona al 6’ e gettandosi alla disperata al 10’.

L’ex Teramo, che sbugiarda in linea Canini, cade e recrimina il rigore. Proteste.

Le contendenti poi si fronteggiano sul prato viscido e pesante (buona la tenuta, ma di acqua ne è venuta giù troppa per avere un terreno perfetto) e gli attori ne risentono soprattutto dal punto di vista dell’equilibrio.

Oddo parte con Caprari falso nueve, per poi adottare un più canonico 4-3-3. Cocco manda un collo destro fuori prima dello squillo di Giorgi, il primo dei bianconeri, che chiudono la prima frazione trovando le giuste misure dietro e con Cacia che ha due belle, belle, belle palle per lasciare il primo ricordino al Del Duca, senza riuscirci.

Le due zuccate, la seconda tra l’altro su spizzata di Perez veramente da ottima posizione, sono deboli e Fiorillo ringrazia. Lo spettacolo vero sono le due tifoserie, un muro la Curva Sud ascolana, circa 1500 i pescaresi, che si fronteggiano colorando la domenica sera picena.

L’avvio di ripresa è di marca ascolana, con poca convinzione sotto porta dei bianconeri, fino al gol di Lapadula.

Caprari si incunea nella difesa di casa quando ce ne sono tre dei suoi oltre, e quando parte il pallone è in gioco, Lapadula è un falco che attende solo di far esplodere i suoi tifosi e ringrazia dell’assist rasoterra per timbrare il quarto centro stagionale.

C’è chi protesta, ma a rigor di logica e per le cervellotiche norme sul fuorigioco, la rete è regolare.

La reazione picena arriva con Grassi e Perez, il toscano manda un sinistro a fil di palo, il centravanti non si accorge di essere solo in area e quando incoccia il pallone non riesce ad angolarlo.

E’ il preludio al gol del pari, ancora una volta di Perez, ancora una volta con un timbro fatto di potenza e caparbietà, il marchio di fabbrica del centravanti di Mesagne, al secondo centro stagionale.

Il pari sveglia l’Ascoli dall’incantesimo, Oddo prova a ribaltare il Pescara, ma non può frenare quello che nel basket è chiamato «un fattore». Petrone ce l’ha. Come ce l’ha avuto un giorno di aprile Bepi Pillon, ad Ancona. Si chiama Gigi Giorgi, viene da Castel di Lama e con un collo sporco, lento, magari deviato, ma bellissimo, torna a scrivere la storia di un derby. Petagna – anche per lui secondo centro stagionale – realizza prima del gong il primo rigore della stagione bianconera. Il bianco e il nero, i colori della notte del Del Duca. La notte, l’ennesima, di Gigi Giorgi e del suo Ascoli.

Il tabellino

ASCOLI (4-3-1-2): Lanni; Almici, Milanovic, Canini, Antonini; Giorgi, Pirrone (86’ Addae), Jankto (80’ Altobelli); Grassi; Cacia (75’ Petagna), Perez. A disp: Svedkauskas, Pecorini, Cinaglia, Carpani, Berrettoni, Bellomo. All. Petrone

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Fiamozzi, Fornasier, Zuparic, Crescenzi; Selasi, Bruno (71’ Valoti), Benali (63’ Torreira); Caprari (71’ Mitrita), Lapadula, Cocco. A disp: Aresti, Campagnaro, Bulevardi, Cappelluzzo, Forte, Maloku. All. Oddo

ARBITRO: La Penna di Roma 1 (Cangiano-Chiocchi)

RETI: 62’ Lapadula (P), 68’ Perez (A), 83’ Giorgi (A), 94’ Petagna su rig. (A)

NOTE: ammoniti Grassi, Milanovic (A), Crescenzi, Bruno, Fornasier (P) per gioco scorretto. Spettatori 9216. Recupero 0’ + 4’

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