«Ascoli sleale». La grottesca accusa del Teramo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 8 luglio 2015 – «L’Ascoli ha assunto un comportamento sleale, scorretto e speculativo». L’accusa arriva, udite udite, dal Teramo. Sì, proprio dal club finito sotto inchiesta con l’accusa, formulata dall’Antimafia di Catanzaro, di aver pagato trentamila euro per vincere la partita in casa del Savona. Il club abruzzese ora affida a un lunghissimo comunicato il suo atto di accusa nei confronti dell’Ascoli, ritenuto sostanzialmente colpevole di ingerenza in vicende che non dovrebbero interessarlo. E i termini sono proprio questi: slealtà e scorrettezza. Una presa di posizione dai toni grotteschi, da parte di un club il cui presidente Luciano Campitelli e il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe sono indagati per frode sportiva. Innocenti fino a prova contraria, per carità, ma diciamo che in attesa del processo non si trovano proprio sul pulpito giusto per dare giudizi. Ecco comunque la nota integrale della società: «In merito alla nota stampa diffusa in data 3 luglio 2015 dalla Società Ascoli Picchio, la Teramo Calcio precisa ed osserva quanto segue. Il club ascolano ha assunto comportamento sleale, scorretto, speculativo, assolutamente non ammissibile in un contesto nel quale non è stato avviato al momento alcun procedimento nei confronti di tesserati della Teramo Calcio. Non si comprende a quale titolo l’Ascoli Calcio valuti la posizione disciplinare del nostro sodalizio. Vero è che traspare evidente l’avvilimento per il campionato di divisione unica perduto con il siderale distacco di 4 punti in classifica (siderale?, ndr) dalla trionfatrice. Come pure è chiara la mortificazione sportiva per l’eliminazione al primo turno dei playoff per la promozione in serie B.

Ma gli insuccessi sportivi non giustificano assolutamente giudizi e considerazioni gratuiti e immotivati perfino su eventuali sentenze della giustizia sportiva, riportate da cronista esperto in materia che ha solo illustrato giurisprudenza quasi ventennale degli organi giudicanti.

Quanto alle considerazioni dell’avvocato Mattia Grassani, nelle sue valutazioni dimentica di aver addirittura patteggiato, quale difensore del Grosseto, società deferita per responsabilità oggettiva, la sanzione di 6 punti in classifica, di fronte a ben 8 (otto!!) illeciti sportivi consumati e confessati da tesserati del sodalizio sportivo toscano tra cui il direttore sportivo: 0,75 punti di penalizzazione per ogni gara frutto di combine.

Indignate ed inutili le vibranti reazioni delle società retrocesse a seguito della clamorosa sentenza, Gubbio, Vicenza e Nocerina, con le pubbliche lamentele in aula del dirigente campano Pino Iodice. Nonostante le accuse di scempiaggine dei tre club retrocessi per la pena ritenuta aberrante, il patteggiamento proposto dall’avvocato Grassani, fu accolto dalla commissione disciplinare nazionale ed il Grosseto partecipò regolarmente al campionato di serie B nella stagione 2012-2013.

Questo a puro titolo di cronaca.

Non si comprende, inoltre, a quale giustizia faccia riferimento il club ascolano. Probabilmente quella che consente di conseguire successi, nonostante veri e propri fallimenti tecnici. E non si comprende inoltre a quale titolo rivolge appelli indebiti ed illegittimi coinvolgendo perfino il presidente federale e costringendo, suo malgrado, la Teramo Calcio a trasmettere il Comunicato stampa dell’Ascoli Calcio alla Procura Federale per l’accertamento di tutte le violazioni in esso contenute.

Prenda esempio l’Ascoli Calcio da società come il Bassano che, pur essendo l’unica vera portatrice di interesse in quanto perdente la finale playoff in Serie B, ha assunto atteggiamento educato e distaccato (in realtà ad essere portatore di interesse è proprio l’Ascoli, perché nel caso di condanna del Teramo, verrebbe riscritta la classifica e i bianconeri salirebbero al primo posto: non si tratterebbe, in tal caso, di ripescaggio, ma di promozione diretta, ndr).

Al pari del Cagliari che, con un distacco di appena 3 punti nella classifica di serie A, da società con tesserati rinviati a giudizio nel processo penale della Procura di Cremona, ha comunicato di seguire l’evolversi della vicenda, ma con garbo e riserbo. Senza proclami e pubbliche affermazioni.

I processi vanno celebrati nelle aule di giustizia e non a mezzo stampa

Con riserva di chiedere la prescritta autorizzazione alla Figc per agire nelle competenti sedi legali.

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