Assenteismo, la dirigente Asur rinuncia al ricorso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Porto San Giorgio, 10 settembre 2014 – Nulla di fatto in tribunale per il ricorso della dirigentedell’Area Vasta 4 — la 59enne di Porto San Giorgio R.T.—colpita da una misura cautelare emessa del gip del tribunale di Fermo per truffa ai danni dello Stato, interruzione di pubblico servizio e violazione della legge Brunetta.

Ieri si sarebbe dovuto discutere della reintegrazione nel posto di lavoro della professionista, ma i suoi legali — gli avvocati Maria Vittoria Girotti, Emanuele Mori e Savino Piattoni— hanno deciso di rinunciare al ricorso. Motivo: la situazione momentanea, che a causa del mancato rinnovo del provvedimento di sospensione da parte dell’Asur, ha visto il rientro provvisorio al lavoro della dirigente. Il direttore generale Alberto Carelli, tramite una determina datata 28 maggio 2014, oltre a sospendere dal lavoro la professionista, aveva disposto di avviare un procedimento disciplinare che disponesse un’indennità alimentare pari al 50 % dello stipendio tabellare.

Carelli aveva trasmesso la determina all’interessata, al direttore della struttura di appartenenza e alla Procura della Repubblica. Poi però, alla decorrenza dei termini, non aveva rinnovato il provvedimento, visto che la stessa dirigente nel mirino aveva fornito alla direzione Asur tutti gli atti relativi all’indagine. La misura cautelare invece era scattata dopo oltre tre mesi di indagini dei carabinieri della Compagnia di Fermo. A seguito dei primi riscontri documentali c’erano stati pedinamenti e appostamenti da parte dei militari dell’Arma. Gli investigatori così avevano scoperto che la donna si recava sul posto di lavoro, marcava la sua presenza e poi se ne andava in auto. Tra settembre e aprile 2014, i carabinieri avevano girato 50 ore di filmati circa e scattato migliaia di fotografie, che documentavano oltre 130 ore di assenza dagli uffici dell’Asur da parte della dirigente.

La donna usciva e a seconda dei giorni si recava in un centro fisioterapico di Porto San Giorgio o a Civitanova Marche, dove si era iscritta ad un corso di inglese, oppure tornava a casa a dormire per poi uscire a fare shopping. Le immagini avevano inchiodato la dirigente, che durante l’interrogatorio precedente all’esecuzione della misura cautelare, aveva ammesso di avere operato in modo non proprio consono al ruolo che ricopre.



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