Assenteismo, vigilanza sui furbi del cartellino

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 6 febbraio 2016 – Dopo il caso Sanremo, con dipendenti comunali che timbrano in mutande o fanno spesa e sport durante l’orario di lavoro, e l’attenzione dei media sul menage non impeccabile negli uffici pubblici, anche a Civitanova l’amministrazione comunale alza il livello dei guardia sui propri dipendenti. L’assessore al personale Cristiana Cecchetti ha infatti firmato un richiamo ai dipendenti «per ribadire – scrive – alcune regole che auspico continuino a essere osservate scrupolosamente: il rispetto dell’orario, assenze dall’ufficio autorizzate dal dirigente, pause ridotte al minimo anche quelle del caffè, educazione e pazienza coi cittadini. Nella certezza che la maggior parte del personale lavori con dedizione e efficienza, raccomando massima cura nel garantire un rigoroso rispetto di tutti gli adempimenti previsti dal ruolo».

Assessore, perché questa lettera?

«L’ho fatto a tutela del personale. Vista l’attenzione dei media qualsiasi occasione, anche banale come una pausa caffè, poteva essere strumentalizzata».

Non è che ha voluto mandare un messaggio tipo ‘fannulloni vi tengo d’occhio’?

«No perché qui la stragrande maggioranza fa il proprio dovere. I furbi sono mosche bianche».

Quanti sono e che fate per punirli?

«Ci sono stati un paio di casi, per comportamento irrispettoso verso il pubblico e per brevi assenze durante l’orario di lavoro. Hanno avuto un richiamo scritto».

Ivo Costamagna, presidente del Consiglio, un anno fa fece una dura critica al personale invitandolo a lavorare di più e meglio. Sembra che amministriate due comuni diversi.

«Il presupposto è che si può fare sempre meglio, ma la verità è che molti uffici, vedi l’anagrafe, i servizi sociali, l’ufficio legale, sono sottoposti a stress perché sottodimensionati. Civitanova conta 220 dipendenti e ne dovrebbe avere almeno 250. Con Costamagna polemizzai, perché non si può fare di tutta l’erba un fascio. In ogni caso io sto con i dipendenti perché ne conosco i problemi».

Quali?

«Una parte del personale è poco motivata, insoddisfatta. In questo la politica può fare poco. Sarebbe compito dei dirigenti saper valorizzare i dipendenti».

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