Assistenza sanitaria, Finanza stronca il ‘cartello’ delle badanti ospedaliere.

Al vaglio della Finanza la posizione di una delle otto badanti indagate, proprietaria di tre appartamenti, che ha movimentato nel proprio conto corrente in poco tempo circa 300 mila euro

Una badante

Pesaro, 4 luglio 2013 – La Finanza di Pesaro ha posto fine all’annoso problema relativo all’organizzazione abusiva del servizio di assistenza ai pazienti ricoverati all’interno dell’ospedale cittadino da parte delle badanti. Infatti, è stata scoperta una vera e propria organizzazione, riconducibile ad un ristretto numero di badanti pesaresi, che, abilmente inserita  in tale nosocomio, riusciva ad intercettare tutte le richieste di assistenza privata formulate dai pazienti e dai loro familiari, bypassando la procedura di selezione dagli elenchi delle badanti autorizzate, messi a disposizione dall’Azienda Ospedaliera “San Salvatore”, in palese violazione a norme e regolamenti.

Le operatrici facenti parte di tale organizzazione, attraverso un vero e proprio sistema monopolistico, riuscivano a garantirsi un lavoro stabile e quotidiano mentre per le altre – prevalentemente extracomunitarie – al di fuori del gruppo ristretto non rimaneva altro che accontentarsi di  qualche sporadico turno di assistenza, grazie soltanto al benestare della responsabile dell’accolita. Non solo, quando quest’ultima assegnava un’assistenza ad operatrici esterne al gruppo,  veniva loro intimato di “restituirla” a un’”associata”, qualora quest’ultima si fosse resa disponibile, anche contro la volontà dello stesso paziente assistito.
La continua  pressione psicologica causava, nelle lavoratrici che avevano estrema necessità di essere impiegate,  una completa sottomissione alle scelte organizzative imposte dalla consorteria di badanti indagate e dalla sua responsabile.

L’ipotesi investigativa è stata confermata dalle ammissioni di numerose operatrici che, stanche delle continue vessazioni, hanno rotto il muro di omertà che si era costituito all’interno della struttura, collaborando fattivamente con i Finanzieri, i quali sono riusciti a ricostruire minuziosamente il sistema di sfruttamento del lavoro costituitosi all’interno del “San Salvatore”.

Nei confronti del “capo” del gruppo e delle altre operatrici compiacenti sono emersi profili di responsabilità penali per violenza privata ed intermediazione illecita del lavoro, al vaglio dell’Autorità Giudiziaria pesarese.
Sono, inoltre, in corso accertamenti di natura fiscale e bancaria tendenti a recuperare a tassazione gli effettivi e cospicui guadagni nascosti al Fisco, il cui ammontare, da una prima stima, è pari a diverse centinaia di migliaia di euro.

Una di queste badanti, proprietaria di tre appartamenti, ha movimentato nel proprio conto corrente, in poco tempo, circa 300 mila euro, acquistato un’unità abitativa per circa 200 mila euro, senza accendere alcun mutuo, ed era solita concedersi lussuose vacanze-crociere.

(FONTE IL RESTO DEL CARLINO)

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