Atac, uno su tre non paga le bollette

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 13 novembre 2015 – A pochi giorni dall’approdo in consiglio comunale del piano di riorganizzazione delle aziende partecipate, il bilancio 2014 dell’Atac – anch’esso sarà approvato nella prossima seduta consiliare – continua a fotografare una società in difetto di liquidità e ancora con una esposizione bancaria eccessiva. La gestione dello scorso anno registra tuttavia un utile di 115mila euro e i revisori dei conti hanno promosso i numeri dell’Atac perché, in controtendenza sul passato, registrano il miglioramento di alcuni parametri, pur mettendo in guardia il cda dal rischio di squilibrio finanziario.

L’azienda fatica a fronteggiare gli impegni a breve termine, condizione acuita dal calo dei flussi generati dalla vendita del gas metano che lo scorso anno ha registrato un decremento del fatturato di 910mila euro, colpa di una stagione invernale mite. E c’è poi il problemi degli insoluti e anche qui, sebbene i revisori ravvisino il buon andamento dell’attività di recupero crediti, è del 30% la morosità degli utenti rispetto alla scadenza delle bollette. «Sono difficoltà che abbiamo affrontato fin dal nostro insediamento nel dicembre 2012, ma pure quest’anno abbiamo portato a casa un utile riuscendo a raschiare il fondo del barile con economie, risparmi e gestioni interne di servizi che invece in passato generavano costi per consulenze. Anche le banche sono tornate a darci fiducia quando hanno visto il cambio di passo e questo è importante in chiave degli investimenti sulle infrastrutture», spiega Sergio Cognigni, amministratore delegato.

L’esposizione bancaria è diminuita di 933mila euro, passando dai 7.725.000 euro del 2013 ai 6.792.000 del 2014 e per due terzi è rappresentata da mutui per investimenti sulla rete idrica, per acquisto di immobili e di bus. L’Atac è la società madre di un’altra partecipata, la Gas Marca, che le gira gli utili della vendita del gas, nel 2104 pari a 448mila euro, e gestisce anche il servizio idrico, il trasporto urbano e scolastico, le lampade votive, l’illuminazione pubblica, lo spazzamento delle strade, la pubblicità su transenne e paline. I settori in perdita sono stati quelli del trasporto (- 325mila euro) e dell’illuminazione (-47mila euro). In positivo oltre al gas, l’acqua (127mila euro), la pubblicità (10.600 euro), le lampade votive (68mila euro).

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