Attacco a Parigi, coppia fermana a pochi metri dall’inferno del Bataclan

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 15 novembre 2015 – A pochi metri dall’inferno del ‘Bataclan’ (video). Nella notte dell’11 settembre francese tanta paura anche per una coppia fermanaGiulio Coppa, dipendente del bar ‘Spirito Dò’ di Campofilone era a Parigi da venerdì alle ore 12, insieme alla sua ragazza, Erica Visotti, studentessa universitaria a Macerata, residente ad Altidona, che sta seguendo il progetto Erasmus a Dijon, comune francese della Borgogna. «Avevo trovato una città viva, romantica, simbolo di pace e libertà – ci dice al telefono Coppa -. Ma dopo circa 24 ore (ieri, ndr), su invito dell’Ambasciata italiana, riparto, lasciando la stessa città irriconoscibile: assediata da polizia e militari, piegata su stessa, tesa e spaventata».

Giulio ed Erica avevano in programma di trascorrere a Parigi il fine settimana e l’hotel prenotato è a soli quattrocento metri dal ‘Bataclan’ la tristemente nota sala di spettacoli, assalita dai terroristi islamici. «Al momento dell’attacco al ‘Bataclan’ – racconta ancora Giulio – stavamo cenando in un ristorante poco distante. In un primo momento non ci siamo resi conto della gravità di quanto stesse accadendo. Poi, abbiamo capito. La proprietaria del ristorante ha cacciato tutti fuori, ha chiuso il locale e ci siamo ritrovati in mezzo alla strada con la gente che correva nella direzione opposta al ‘Bataclan’».

A quel punto, Giulio ha chiesto aiuto dell’Ambasciata italiana attraverso il numero delle emergenze: «Ci è stato suggerito di non tornare nel nostro hotel, troppo vicino alla sala di musica, ma di rifugiarci nel primo albergo libero». Ieri mattina, Giulio ed Erica sono ripartiti da Parigi, su invito dell’Ambasciata. «Per riprendere i bagagli al nostro primo hotel – conclude Giulio – siamo passati davanti al ‘Bataclan’. L’intera zona era assediata da polizia, militari e troupe televisive. In poche ore Parigi ha perso il volto della bellezza e tutto intorno si respirava aria di paura e morte».

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