Attentati a Bruxelles, l’imam scomunica i terroristi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 24 marzo 2016 – «Questo è un attacco alla civiltà. L’attacco alla civiltà è un atto di tradimento. E chi ha tradito non passerà inosservato nel giorno del giudizio. I terroristi vogliono vederci terrorizzati, vogliono farci rinchiudere dentro casa. Noi non lo accettiamo. Continuiamo a vivere».

Non usa mezzi termini l’imam della comunità islamica maceratese, Mohamed Tarakji, all’indomani degli attacchi di Bruxelles, dove hanno perso la vita 32 persone, mentre ancora si contano i feriti.

«Si è parlato di attacchi contro la religione cristiana e contro la democrazia europea – incalza l’imam –, ma i fatti dimostrano che questo non è vero. I terroristi uccidono a caso. Sono morti anche dei musulmani negli attacchi in Belgio e in Francia. E tutti i giorni, in Siria, vengono assassinati dai terroristi fedeli di religione islamica, cosa che è avvenuta anche in Turchia e in Tunisia, ad esempio. Ormai stanno facendo attentati dappertutto».

Un teatro, dei bar, uno stadio, una stazione della metropolitana, un aeroporto. «Eccoli, i luoghi simbolo di civiltà che sono stati colpiti nel cuore dell’Europa – continua Tarakji –. Non c’è selezione del nemico, stanno uccidendo persone che neanche conoscono, senza nemmeno sapere se ammazzeranno bambini o donne, adulti o vecchi, ragazzi o animali. Non sono interessati a chi colpire. Vogliono solo l’anarchia totale, la confusione mondiale. E vogliono instillare il terrore. Cosa dovremmo fare? Smettere di viaggiare? Di uscire di casa o di andare a vedere la partita? No, non glielo permettiamo».

Non c’entra nulla la religione. «È solo una scusa – sottolinea l’imam –, nessuno ammazza in nome di Dio. I terroristi, non avrebbero neanche il diritto di pronunciare il nome di Allah. Sono dei traditori. Un conto è un combattimento di un esercito contro un esercito. Ma qui stiamo parlando di gente che sta facendo il check in all’aeroporto e viene fatta saltare in aria. Come avrebbero potuto difendersi quelle vittime? Che colpa avevano? Erano innocenti».

Il dottor Tarakji è felice di aver avviato una collaborazione con la prefettura, a nome dell’intera comunità islamica maceratese. «Nell’incontro con il prefetto, durato due ore – spiega l’imam –, abbiamo toccato i temi del comportamento islamico, quello delle etnie che vivono sul nostro territorio e poi abbiamo impostato una collaborazione. Infine, ho invitato il prefetto a venire da noi in moschea. Lei ha accettato volentieri l’invito. Un giorno verrà a vedere come si svolge la nostra preghiera».

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