Attentati di Parigi, pesarese nell’inferno Isis: "Sono fuggita dalla discoteca"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 14 novembre 2015 – Cecilia Ferri è una ragazza pesarese di 28 anni che abita a Parigi da meno di un anno. Ha un lavoro a tempo indeterminato come educatrice d’infanzia. Ieri sera era col suo fidanzato allo Zenith, la più grande discoteca alla periferia di Parigi.

Al telefono dice: “Intorno alle 23.15 ho ricevuto una sms da mio padre che mi chiedeva dove fossi perché era successo qualcosa di molto grave a Parigi. Sono uscita dalla discoteca per rispondere perché la musica era alta e ho saputo che erano esplose delle bombe. In quel momento, la musica si è interrotta ed è stato annunciato di uscire ordinatamente per motivi di ordine pubblico. Noi eravamo al 20° arrondissement e per tornare a casa, io abito al 17°, non c’erano più taxi, non c’erano servizi pubblici. La gente intorno a noi era terrorizzata. Siamo corsi alla metropolitana e siamo riusciti a prendere l’ultimo treno, poi veniva sospeso il servizio. Io e il mio fidanzato abbiamo fatto 20 minuti di viaggio con una certa apprensione e infine siamo finalmente arrivati a casa. Alle 23.45 non c’erano persone in giro, tutto sembrava irreale. Siamo corsi alla tv e solo a quel punto ci siamo resi conto di quello che era successo. Io sono arrivata a Parigi l’’otto gennaio scorso, il giorno dopo della strage di Charlie Hebdo. E c’era un clima di paura. Ho trovato lavoro nel giro di due mesi, il fidanzato francese e un futuro. Adesso questa altra strage, altro sangue, innocenti uccisi in un ristorante, ad un concerto o per strada. Inquieta vivere così, se penso poi che ogni giorno faccio un’ora di treno all’andata per raggiungere la scuola e altrettanto al ritorno, questo non mi rende tranquillissima. Ma non voglio farmi prendere dalla paura. E’ la mia vita, è quello che ho scelto ma è certo che tornerò in Italia. E posso dire che quando si è all’estero, l’Italia appare ancora più fantastica di sempre. Intanto noi pesaresi residenti a Parigi ci siamo sentiti tutti, e nessuno si è trovato in pericolo. Ma qui adesso è tutto più difficile, in strada non vedo nessuno, è tutto chiuso. E nessuno esce di casa. Ma la vita deve continuare”.

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